Allevamento domestico della gallina |
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| Scritto da Arturo |
| Lunedì 20 Aprile 2009 14:38 |
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Le uova di gallina sono ormai di consumo quotidiano in ogni cucina. Le forme di allevamento a livello familiare, sono quelle che rispettano di più le condizioni naturali di questa specie animale, mentre altre ne tengono conto perché le normative di salute ed igiene lo impongono, ma sono proprio solo quelle ritenute indispensabili.
Nessun tipo di controllo sanitario avviene per le uova dei propri allevamenti. Il rischio che incombe in questa forma di autoconsumo è la Salmonella , è pertanto consigliato cuocere sempre le uova, infatti la temperatura inattiva il batterio. E' anche vero, e questo ce lo diciamo in camera caritatis, che uova prodotte da galline, che razzolano all'aria aperta, che si nutrono di granaglie, erba, qualche avanzo di cucina, potranno non avere il tuorlo ben rosso, perché non mangiano coloranti artificiali, ma sicuramente non hanno mai fatto male a nessuno. Le razze di galline ovaiole, caratteristiche di ogni luogo e regione, purtroppo, oggi, si sono perdute in grande parte o sono state salvate in pochi esemplari da allevatori appassionati. Le galline ovaiole che si trovano in vendita, non solo come pulcini sessati, ma anche come pollastre di circa 4-5 mesi già pronte per la ovodeposizione, sono quasi sempre incroci di prima generazione, particolarmente specializzate, capaci di produrre circa 1 uovo al giorno nel corso della loro carriera,che dura in realtà poco, circa 17-18 mesi. Si consiglia l'acquisto di pollastre in quanto già sottoposte, nel tempo, a tutte le vaccinazioni del caso. I nuovi arrivati andranno collocati in un locale, che possa ospitarli durante la notte, possibilmente su posatoi sollevati da terra, e che consentano la pulizia degli escrementi depositati durante la notte. Durante il giorno gli animali razzoleranno in uno spazio, possibilmente recintato, mettendo a disposizione circa 4-5 m2 per capo. Disporremo alcuni abbeveratoi, che potranno essere con l'acqua a pelo libero o con gocciolatoio. Per alimentarle se non vogliamo somministrare mangimi già preconfezionati, potremo somministrare del mais spezzettato, della crusca bagnata, dell'erba medica, avanzi di verdure e frutta e qualche volta anche delle conchiglie macinate, per agevolare la calcificazione dell'uovo.
Arturo Giorgioni
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