Agricoltori-industriali all’insegna della multifunzionalità |
|
|
|
| Scritto da Luigi Pisoni |
| Giovedì 23 Aprile 2009 21:05 |
|
Oggigiorno in Italia, grazie al decreto legislativo n. 228 del 2001 (cosiddetta legge di orientamento e modernizzazione del settore agricolo) qualsiasi agricoltore può dedicarsi sistematicamente alla trasformazione agroindustriale dei propri prodotti, conservando la qualifica di imprenditore agricolo e i relativi benefici.
Tutto questo in virtù del fatto che l’attività di trasformazione può essere considerata come attività connessa – così dice la legge - all’agricoltura.Il vantaggio principale è di natura fiscale: come “agricoltore-industriale” potrò operare nella filiera agroalimentare (producendo e vendendo formaggi, conserve, succhi di frutta ecc.), ma continuerò a versare esclusivamente le tasse che avrei pagato da semplice agricoltore. Ovviamente a questo vero e proprio albero della cuccagna ci sono alcuni limiti, tra cui il principale è il rispetto del cosiddetto principio della prevalenza: se faccio formaggi e, oltre al latte da me prodotto, trasformo anche latte acquistato da altri allevatori, allora il quantitativo di latte acquistato non dovrà essere superiore a quello da me prodotto. Altrimenti finisce la festa! Pur con i limiti previsti dalla legislazione è evidente come queste siano opportunità importanti da cogliere. Molti agricoltori l’hanno capito e ne hanno approfittato da tempo. Altri esitano ancora. Il suggerimento è di consultare attentamente il proprio fiscalista di fiducia e di farci un pensierino seriamente.
Luigi Pisoni |
Il nostro staff è composto da collaboratori con curriculum agronomico
che nutrono una profonda passione per l'agraria.
Le retribuzioni vengono fatte con il sistema di pagamento
di Google AdSense.