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Dagli Stati Uniti l’esempio dei farmers market

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Scritto da Luigi Pisoni   
Giovedì 23 Aprile 2009 21:15
I farmers’ market rappresentano una forma di vendita diretta che, nata principalmente nel continente americano, si è diffusa successivamente anche in diversi Paesi d’Europa e comincia a trovare sostenitori anche in Italia.
Negli Stati Uniti la formula di gestione cooperativa applicata alla pratica della vendita diretta ha dato origine ad una realtà di commercializzazione dei prodotti agricoli, quella dei farmers’ market, che ha fatto registrare in anni recenti un trend di ulteriore e rapida crescita.I  farmers’ market sono mercati che si tengono periodicamente in determinate località, generalmente nei pressi dei centri urbani maggiori, dove gli imprenditori agricoli vendono direttamente ai consumatori i prodotti della propria attività. Questi mercati, secondo una ricerca di Nomisma, fecero la propria comparsa per la prima volta nel 1943 per volontà delle autorità municipali di San Francisco: ora negli Stati Uniti se ne contano complessivamente oltre 3.500.I farmers’ market statunitensi presentano, a seconda dei casi, uno status giuridico riconducibile a forme di cooperazione, unione consortile o associazionismo a sfondo solidale. Ciascuna azienda partecipante realizza con le proprie vendite al pubblico un fatturato indipendente, ma la gestione integrata degli spazi e dei servizi accessori permette di razionalizzare e contenere le spese sostenute dalle stesse imprese venditrici. Secondo i dati del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, l’82% di questi mercati è autosufficiente, ovvero le quote associative consentono di coprire i costi comuni di gestione senza il concorso di contributi pubblici (che pure sono previsti nel quadro di un programma nazionale di incentivazione).A tali progetti commerciali di integrazione finalizzata alla vendita diretta aderiscono oltre 100.000 agricoltori statunitensi, un quinto dei quali vende l’intera produzione aziendale esclusivamente presso i farmers’ market. La bontà e l’efficacia di tale formula associativa trovano a maggior ragione conferma nel fatto di aver attecchito in un contesto, quello nordamericano, notoriamente più orientato in direzione di un’agricoltura industrializzata e standardizzata che non verso la valorizzazione delle tipicità locali.Anche in Italia la realtà dei mercati degli agricoltori si sta diffondendo, a tal punto che la legislazione ha cominciato a occuparsene seriamente. Come in ogni forma di collaborazione economica bisogna trovare i partner giusti e le forme di organizzazione più appropriate. È in ogni caso un canale di vendita che molte aziende dovrebbero valutare con attenzione, magari andando a visitare qualche realtà statunitense, inglese o francese.
Luigi Pisoni


Segnala il sito di riferimento sui mercati contadini www.mercatidelcontadino.it

Dario Gelo

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