L’imprenditore rurale secondo l’Unione europea |
|
|
|
| Scritto da Luigi Pisoni |
| Lunedì 27 Aprile 2009 21:31 |
|
A partire dal 2002 comincia a comparire esplicitamente nei documenti delle istituzioni comunitarie la nozione di “imprenditore rurale”, proprio a significare la vastità delle mansioni richieste agli agricoltori dei nostri tempi, impegnati in una serie di molteplici attività non strettamente produttive di generi alimentari.
“Le zone rurali sono multifunzionali ed occorre stimolare i produttori agricoli a sfruttare tutte le opportunità offerte agli imprenditori rurali”, si legge in un’importante comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo del luglio 2002. Ma chi sono questi imprenditori rurali? L’imprenditore rurale è l’attore principale dell’agricoltura multifunzionale e riassume in sé una serie di caratteristiche e di funzioni che ne fanno un operatore con un profilo estremamente variegato. Il percorso seguito dalla politica agricola comune dal 1957 ad oggi ha accompagnato il settore agricolo italiano ed europeo in un percorso evolutivo che ha visto modificarsi in modo sostanziale la figura dell’agricoltore. In particolare la PAC ha fatto emergere da un mondo popolato da mezzadri e affittuari una nuova classe di imprenditori agricoli caratterizzata da competenza, indipendenza e crescente consapevolezza del proprio ruolo. Peraltro la specificità del modello europeo di sviluppo agricolo, pur con tutti i suoi limiti e le sue incertezze, ha saputo creare un profilo di agricoltore ben più ricco rispetto al semplice produttore di materie prime quotate sui mercati internazionali: in questo gli agricoltori europei si differenziano molto dai propri colleghi statunitensi, australiani o sudamericani. Gli sforzi delle istituzioni comunitarie di far comprendere all’opinione pubblica europea l’importanza di una presenza diffusa dell’attività agricola sul territorio hanno permesso l’affermarsi di agricoltori investiti di ruoli produttivi, ma anche di funzioni generatrici di benessere sociale e orientati a missioni di carattere ambientale. I tempi sono ormai maturi affinché si possa parlare della professione agricola come di una professione di sintesi, espressione di una molteplicità di compiti, mestieri, funzioni culturali ed educative. Posta di fronte all’insieme delle dinamiche economiche e sociali che caratterizzano il contesto comunitario, l’agricoltura non può essere concepita come una realtà a parte, impegnata nella sola produzione intensiva di materie prime a basso costo. Di conseguenza l’agricoltore contemporaneo non può pensare di isolarsi in nome di obiettivi di mera efficienza produttiva: al contrario deve aprirsi sempre più al confronto con l’intera società a partire dai vari soggetti che vivono e lavorano all’interno delle aree rurali. In altre parole, l’agricoltore di oggi deve mostrare di avere la capacità di farsi interprete dei bisogni evoluti della collettività, che vanno dalla tutela del territorio alla sicurezza dell’alimentazione, fino all’offerta di modi sempre nuovi per migliorare la qualità della vita. Essere agricoltori oggi è una questione più complicata rispetto a qualche decennio or sono, quando bastava saper produrre commodities in nome del raggiungimento di superiori obiettivi di autosufficienza alimentare. Ora all’agricoltore si richiede di essere un attore pienamente inserito in un più ampio contesto sociale e non solo economico. A sostenere la missione di questo tipo di agricoltore vi è, ad ogni modo, un modello di sviluppo rurale che, pur non compiuto in tutte le sue forme ed espressioni, fornisce una serie di strumenti operativi per consentire agli imprenditori agricoli europei di avvicinarsi il più possibile all’identikit di operatore rurale che la società richiede.
Luigi Pisoni |
Il nostro staff è composto da collaboratori con curriculum agronomico
che nutrono una profonda passione per l'agraria.
Le retribuzioni vengono fatte con il sistema di pagamento
di Google AdSense.