La difesa nel vigneto: prevedere per evitare sorprese |
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| Scritto da Francesco |
| Martedì 28 Aprile 2009 13:32 |
Si comincia! Un’altra stagione vitivinicola è ormai partita, con le solite speranze, dubbi sull’annata che inizia. Fondamentale per ottenere il risultato finale (uva sana e matura) è conoscere il proprio vigneto e le sue esigenze, assecondarle e indirizzarlo verso i nostri obiettivi.
Per fare ciò, l’agricoltore (o chi per esso) ha una serie di risorse a sua disposizione:
per ottenere la base ottimale per creare il vino. Parliamo a questo punto della stagione, di difesa fitosanitaria. Per la vite, le principali malattie responsabili di gravi danni alla produzione sono essenzialmente tre: peronospora, oidio, botrite, con percentuali di importanza e gravità in relazione all’ambiente climatico dove è collocato il vigneto,al tipo di vitigno e alle forme di allevamento. Infatti sono molteplici le combinazioni di fattori da considerare per trattare il vigneto, come fondamentale risulta il tipo di prodotto chimico da usare in base alla fase fenologica del vigneto. Come si può prevedere una malattia? Attraverso la conoscenza della malattia stessa e in base all’andamento climatico della stagione. La peronospora (Plasmopara viticola) è un fungo particolarmente temibile per la viticoltura, con perdite rilevanti di produzione in annate favorevoli al patogeno, per questo risulta fondamentale prevedere il suo sviluppo e trattare di conseguenza il vigneto. Colpisce in pratica tutti gli organi della pianta: foglie (caratteristico segno di riconoscimento dell’avvenuta infezione è visionare la foglia in controluce e osservare la “macchia d’olio”), infiorescenze sono particolarmente sensibili sia prima che dopo la fioritura (ne provoca il disseccamento), fino al grappolo, con gli acini che imbruniscono provocandone il marciume. Fattori da considerare: pioggia (ore di bagnatura delle foglie), ricettività delle foglie, temperatura. Il patogeno è fortemente condizionato dalla pioggia (o umidità relative molto alte) e dalla temperatura. Con condizioni climatiche caldo-umide, è facile osservare sulla pagina inferiore della foglia la caratteristica “muffetta bianca” che altro non sono le fruttificazioni del fungo. Ad oggi sono molte le curve, tabelle di previsione di infezione del fungo in cui tramite stazioni metereologiche vengono calcolati i periodi di incubazione del patogeno e avvertono quando è opportuno trattare. Una regola semplice per il calcolo delle prime infezioni è la famosa regola dei 3 dieci che con la sua semplicità è comunque un utile indicazione per iniziare a trattare quando queste situazioni si avverano: 10 cm di lunghezza dei tralci (ricettività della foglia), 10 °C di temperatura, 10 ore di bagnatura della foglia. Fondamentale risulta poi la tempestività di operare il trattamento in modo da avere un difesa della foglia prima che il patogeno riesca a finire il suo periodo di incubazione ed evitare così la successive infezioni secondarie che arrecano i danni maggiori. L’oidio (Uncinula necator) è una patologia temibile anche in virtù del fatto che non necessita di bagnatura per svilupparsi , ma bastano livelli molto bassi di umidità relativa per farsì che la germinazione dei conidi avvenga, iniziando l’infezione. Proprio per questa caratteristica è fondamentale iniziare precocemente la difesa antioidica, per evitare che i giovani germogli siano precocemente colpiti dal fungo. Inoltre la temperatura risulta sicuramente il fattore fondamentale per lo sviluppo dei conidi del patogeno con un optimum tra i 20-27°C che determinano le infezioni. Gli organi colpiti sono le foglie, i grappoli i germogli con danni molto gravi se non opportunamente protetti. I danni sul grappolo da parte dell’oidio sono possibili fino al momento in cui gli acini contengono circa l’8 % di zucchero, che è più o meno la fase dell’invaiatura. Il caratteristico danno è la spaccatura degli acini, poiché le cellule dell’epidermide infettate sono distrutte e non possono accompagnare l’accrescimento in volume della polpa sottostante. Gli acini così si fendono, si spaccano e possono essere successivamente infettati dalla muffa grigia.
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