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Lavorazioni nell’arboreto

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Scritto da Dario Gelo   
Martedì 28 Aprile 2009 17:55

Per la corretta gestione dell’arboreto sono necessarie delle operazioni ordinarie e straordinarie.

Le operazioni ordinarie consistono in:

  • lavorazione del suolo;

  • concimazione;

  • diserbo chimico;

  • pacciamatura;

  • irrigazione;

  • potatura


Le lavorazioni ordinarie del suolo sono finalizzate alla periodica somministrazione dei fertilizzanti, ma soprattutto alla costituzione e alla conservazione delle riserve idriche nel terreno. Esse mirano infatti a creare una maggiore capacità di invaso per le acque meteoriche, a favorire la loro penetrazione nel terreno e ad eliminare le erbe infestanti.

Le lavorazioni ordinarie vengono eseguite nel periodo primaverile-estivo.

Considerata la prevalente distribuzione delle radici in superficie, le lavorazioni devono essere superficiali (5-10 cm), specialmente durante il periodo primaverile-estivo, mentre una relativa, maggiore profondità (20-25 cm) può essere raggiunta nelle lavorazioni di fine estate. Queste operazioni vengono praticate meccanicamente con operazioni di vario tipo (erpici, zappatrici rotative, frangizolle).

Le lavorazioni sono anche necessarie per spargere i fertilizzanti sulla superficie del terreno in modo da interrarli.

La distribuzione dei fertilizzanti, di solito, è eseguita con spandiconcimi portati da trattrice.

Nei terreni sciolti, scarsi di colloidi, l’approfondimento dei fertilizzanti azotati, fosfatici e potassici è subordinato solo alla loro solubilità e alla percolazione dell’acqua, quindi all’andamento delle precipitazioni o agli interventi irrigui.

Nei terreni compatti, invece, solo i fertilizzanti azotati si spostano con facilità insieme all’acqua di percolazione, mentre quelli fosfatici e potassici procedono solo di pochi centimetri ogni anno e quindi raggiungono molto più lentamente lo strato occupato dalle radici assorbenti degli alberi.

La pratica delle concimazioni ordinarie, per il suo carattere ricorrente nel corso del ciclo colturale, richiede un periodico controllo delle disponibilità nutrizionali del terreno, in modo da calibrare l’apporto degli elementi fertilizzanti in termini di reintegrazione delle quantità asportate (concimazione di soccorso). Bisogna quindi eseguire un’analisi del terreno oppure un’altra possibilità è offerta dalla diagnostica fogliare.

Il diserbo chimico persegue lo scopo di eliminare le piante infestanti somministrando loro prodotti tossici e senza intervenire ripetutamente con le lavorazioni sullo strato più superficiale del terreno.

La gamma dei formulati ad azione diserbante è assai vasta. Questi prodotti possono causare la morte delle infestanti (erbicidi), oppure un temporaneo disseccamento dei loro organi epigei (disseccanti); possono essere sparsi sul terreno (ad azione residuale), oppure irrorati sulle foglie delle piante da eliminare (ad azione fogliare) e in questo caso possono agire per semplice contatto, oppure per assorbimento e traslocazione (diserbanti sistemici). È consigliabile comunque procedere con cautela specialmente nell’impiego di prodotti ad azione residuale.

In alcuni casi si continua il diserbo sulla fila con l’inerbimento controllato o la lavorazione del suolo nell’interfilare affidando ai prodotti chimici un’azione complementare.

Negli arboreti giovani è prudente l’impiego di prodotti che agiscano per contatto; nei frutteti adulti con età superiore ai 5 anni, oltre ai precedenti, si possono impiegare con cautela anche graminicidi ad azione residuale.

La pacciamatura costituisce una seconda alternativa alle lavorazioni ordinarie e consiste nel coprire il suolo con uno spesso strato di materiali vegetali inerti (paglia, vinaccia, trucioli, foglie) o con fogli di plastica (polietilene) in modo da impedire lo sviluppo delle erbe infestanti e l’evaporazione del terreno.


Altra pratica fortemente necessaria nelle nostre zone, è l’irrigazione. Lo scopo è quello di integrare la disponibilità di acqua in modo da soddisfare le esigenze idriche delle colture evitando loro condizioni di stress e ottenere così il massimo rendimento.


La potatura è una pratica che tende a modificare la morfologia e la fisiologia della pianta per rendere più rapida la fruttificazione, migliorandone la quantità e la qualità dei frutti.

Gli obiettivi che questa pratica si prefigge sono quelli di accelerare lo sviluppo di giovani alberi e regolare l’equilibrio tra attività vegetativa e produttiva degli alberi adulti.

In rapporto alle fasi vitali in cui questa pratica viene eseguita, si distingue una potatura di allevamento, praticata sugli alberi giovani per conferire loro la forma voluta, e, una potatura di produzione, applicata con gradualità agli alberi adulti per conservare la forma loro imposta e per regolare l’apporto tra l’attività vegetativa e quella produttiva.

Le principali operazioni di potatura sono scacchiatura, cimatura, decorticazione anulare, incisioni longitudinali, diradamento dei frutti. Sfogliatura, torsione, infrangimento, raccorciamento e soppressione dei rami, inclinazione, piegatura, curvatura, intaccatura, intaglio, raccorciamento e soppressione delle branche.

Le operazioni straordinarie consistono principalmente in concimazioni di soccorso e irrigazioni di soccorso.

 

Dario Gelo


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