Un aiuto per l'agricoltura: puntare sull'energia |
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| Scritto da Francesco |
| Lunedì 04 Maggio 2009 19:53 |
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L’agricoltura negli ultimi decenni si è evoluta profondamente; da semplice settore primario con produzione principale di prodotti per il settore alimentare, deve accingersi a trasformarsi in qualcosa di più, e il settore energetico è proprio uno sbocco formidabile per il settore.
I tempi sono ormai maturi, e le tecnologie messe a punto negli ultimi anni nei più diversi settori delle energie rinnovabili, sono molto affidabili e competitive. L’agricoltura italiana può dare un contributo importante allo striminzito settore energetico nazionale sempre dipendente da petrolio, gas, carbone altrui, con pesanti ripercussioni sulla nostra bilancia commerciale. E’ una grande occasione economica per moltissimi imprenditori agricoli, di diversificare il proprio campo d’azione e sfruttare ancora meglio molte risorse usate fino ad oggi in un solo modo. Sono già molte, specie nel Nord Italia, le grosse aziende suinicole, che sfruttando anche i recenti incentivi e le più moderne tecnologie sono diventate anche produttori di Biogas (e di conseguenza di energia elettrica) con notevoli ritorni economici. Sono però molte le tecnologie da sfruttare nelle aziende agricole italiane:
Ma qual è il più grande vantaggio delle energie rinnovabili? Oltre all’ovvio concetto di rinnovabilità, è sicuramente la capillare distribuzione su tutto il territorio. Non servono centrali di dimensioni spropositate che sfruttino risorse fossili per produrre energia, e che poi pongano seri problemi di impatto ambientale su un territorio; molto meglio è che ogni casa, azienda diventi un piccolo centro per la produzione di energia (ad oggi bastano circa 20 mq di pannelli fotovoltaici per coprire i consumi annui di una famiglia di 3-4 persone). Quello che manca ancora una volta è un chiaro indirizzo politico verso le energie rinnovabili, con decisi stanziamenti economici; ci sono delle buone idee (vedi conto energia) ma alla fine sono poco sostenute e incentivate. Perché tornare al nucleare (almeno 5 miliardi di euro il costo di una sola centrale), con problemi di scorie, rischi di gestione, problemi di approvvigionamento del materiale radioattivo( visto che l’Italia non ne ha!!), quando sfruttando le energie rinnovabili al meglio si può ottenere un buon risultato? Oggi, l’agricoltura può dare un grosso contributo al settore energetico nazionale. Cosa può produrre per il settore energetico:
Senza contare poi tutte le altre coltivazioni specializzate (pioppicoltura o imboschimenti) che ammontano a diverse decine di miglia di ettari…… C’è poco altro da dire, i tempi sono maturi affinché anche l’imprenditore agricolo sia pronto a cogliere questa occasione e a credere in un futuro più ampio e deciso dell’agricoltura italiana, non più solo come semplice produttore di sostanze alimentari, ma con una visione più ampia di tutto ciò che si produce, poiché anche gli scarti sono un’enorme risorsa. Tutto ciò, senza sottrarre niente alle produzioni alimentari, che devono essere alla base di tutto.
Francesco Consolandi
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