Agriturismo: crescita senza battute d’arresto |
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| Scritto da Luigi Pisoni |
| Lunedì 11 Maggio 2009 21:35 |
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Le aziende agrituristiche in Italia hanno ormai superato la soglia delle 17.000 unità. Queste aziende offrono complessivamente più di 160.000 posti letto e oltre 10.000 punti di ristorazione o degustazione sparsi per il Paese. Accanto alla formula dell’agriturismo tradizionale (alloggio o ristorazione) sono in forte crescita anche altre attività che possono essere inquadrate nel fenomeno del turismo rurale in senso lato e che puntano a valorizzare il territorio sotto molteplici punti di vista, con particolare attenzione ai temi dell’ambiente e della riscoperta della cultura locale. Si tratta di circa 10.000 imprese che offrono ai visitatori la possibilità di praticare un gran numero di attività: osservazioni naturalistiche, trekking e mountain bike, equitazione, corsi per la conoscenza delle specialità agroalimentari del territorio. Il fenomeno dell’agriturismo rappresenta l’elemento cardine di quella moderna agricoltura multifunzionale la quale, da qualche anno a questa parte, sta rivoluzionando per molti aspetti l’immagine del settore che si era consolidata negli ultimi decenni. Oggigiorno, infatti, l’agricoltura si sta trasformando sempre più da settore primario – fornitore di materie prime – a settore terziario, fortemente orientato ad una logica di servizio.
L’agricoltura multifunzionale è essenzialmente un’agricoltura in grado di fornire al consumatore servizi sempre più evoluti e complessi. Il puro prodotto dell’attività di coltivazione e di allevamento, benché ancora importante, sta perdendo la sua centralità nell’ambito dell’offerta dell’impresa agricola. È il pubblico stesso a rivelarsi sempre più esigente in questo senso e a dimostrare una particolare attenzione per le dinamiche in atto nel mondo rurale. Attualmente il flusso di presenze annuali presso le strutture agrituristiche italiane ha superato quota 12 milioni: un risultato indubbiamente incoraggiante, alimentato da un forte afflusso di turisti stranieri, pari a circa un quarto del totale. Ogni anno aumenta il numero dei visitatori provenienti da Paesi stranieri che si affacciano per la prima volta sulla realtà agrituristica italiana. Complessivamente queste presenze, italiane e straniere, generano un fatturato che si sta avvicinando a quota un miliardo di euro. Quali sono le realtà regionali più avanzate in tema di offerta agrituristica? Ai primi due posti si confermano due territori in cui l’agriturismo vanta una presenza ormai storica, ossia Toscana e Trentino-Alto Adige. Ad ogni modo il comparto agrituristico ha raggiunto livelli importanti di sviluppo anche in un gran numero di altre regioni, tra cui Veneto, Lombardia, Umbria, Piemonte, Emilia Romagna e Campania. Un dato interessante riguarda la quota di donne titolari di impresa agrituristica, oltre il 34% del totale, a riprova di una certa vocazione femminile per il comparto. Il primato assoluto spetta alla Toscana con una quota di imprenditrici del comparto pari al 40,4% del totale degli agricoltori della regione. Dall’analisi svolta dall’Osservatorio sull’agriturismo di Agri&Tour è emerso come l’imprenditorialità femminile risulti particolarmente vincente in un settore in cui ospitalità e tradizione si coniugano con efficienza e innovazione. Più in generale, nell’ambito dell’agricoltura multifunzionale le donne hanno dimostrato di saper rivestire posizioni di primo piano e di riuscire a gestire famiglia e impresa in un contesto unificato: il tutto svolto con spiccata attitudine all’organizzazione dei fattori produttivi e, al tempo stesso, nel pieno rispetto dei valori di fondo propri della tradizione agricola.
Luigi Pisoni |
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