Il credito cooperativo a sostegno dell'impresa agricola |
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| Scritto da Luigi Pisoni |
| Sabato 16 Maggio 2009 13:11 |
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Un ruolo decisivo nella crescita delle economie agricole è stato svolto storicamente dalla cooperazione di credito. Questa funzione di sviluppo del tessuto rurale non ha riguardato soltanto la fase di passaggio da una civiltà contadina tradizionale ad una concezione più moderna dell’attività agricola. Le Casse rurali e artigiane – ora banche di credito cooperativo - continuano ad essere un essenziale strumento propulsivo anche in questa fase di progresso verso una sempre più adeguata dimensione imprenditoriale.
L’evoluzione del mondo rurale europeo è avvenuta all’insegna del movimento cooperativo anche nel settore del credito. Non a caso il nucleo storico dell’attuale Unione a venticinque Paesi aveva economie nelle quali la cooperazione agricola e quella bancaria crescevano di pari passo, vantando quote di mercato significative. Negli ultimi anni il ricorso al credito è diventato una necessità imprescindibile per le imprese agricole, le cui esigenze di investimento si sono rivelate di gran lunga superiori alle possibilità di autofinanziamento. Un aumentato impiego di capitali si è reso necessario sia per operare un congruo rinnovamento delle strutture, sia per accedere a quella vasta gamma di mezzi produttivi che la moderna tecnologia industriale mette oggi a disposizione degli imprenditori. Da ciò la posizione di primo piano che lo strumento creditizio ha assunto in relazione alle prospettive di sviluppo economico e sociale del settore primario. In tale contesto le banche di credito cooperativo sono chiamate a fornire un sostegno ancora maggiore alle speranze di crescita dell’agricoltura, mostrandosi al tempo stesso innovative, competitive e solidali. Sotto questo profilo, lo spirito di solidarietà che caratterizza la ragion d’essere delle banche cooperative non solo non è in contrasto con il perseguimento dell’efficienza, ma anzi costituisce un indispensabile correlato dello spirito imprenditoriale e si combina con esso generando un ciclo virtuoso. Le banche locali, avendo a cuore l’identità e la cultura del territorio, possono restituire alla finanza il fine del servizio alla società, rafforzando la fiducia dei risparmiatori, degli investitori e delle imprese e contribuendo a costruire un tessuto economico e sociale fatto di relazioni stabili e vitali. In Italia il credito cooperativo è nato oltre 120 anni fa e costituisce oggigiorno una componente essenziale dell’industria bancaria nazionale. Le dimensioni attuali di questo fenomeno sono notevoli: più di 460 banche locali, 650.000 soci, 25.000 dipendenti, oltre 4 milioni di clienti. Coordinare invece di accentrare: mettendo in pratica questo slogan diffuso nel movimento soprattutto negli anni 1960, il credito cooperativo ha promosso un’immagine della banca come strumento di servizio alla comunità in un’ottica di rispetto e sviluppo integrale della persona. La visione economica basata su un processo di integrazione “dal basso” ha consentito di riportare al centro dell’attenzione realtà territoriali periferiche spesso abbandonate a se stesse. Il tutto al fine di valorizzare gli obiettivi d’insieme mantenendo la specificità di ognuno. In ragione della filosofia che incarna, il credito cooperativo si dimostra una realtà imprescindibile per la crescita del mondo rurale, sia per l’azione di supporto diretto alle politiche aziendali di ciascuna impresa, sia per la funzione di stimolo verso il raggiungimento di traguardi sempre più alti nel cammino dell’integrazione.
Luigi Pisoni |
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