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Bioenergia e agroenergia: definizioni

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Scritto da Luigi Pisoni   
Martedì 19 Maggio 2009 22:34

Con il termine bioenergia si indica generalmente l’energia ricavata dalla biomassa, ovvero dalla parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall’agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali), dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, nonché dalla parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani.

Più restrittivo è il concetto di agroenergia, che comprende teoricamente solo l’energia ricavabile – direttamente o indirettamente – dall’attività agricola, ovvero da sottoprodotti e scarti generati dalla stessa, ovvero da prodotti all’uopo coltivati. Sarebbe quindi esclusa da questa nozione l’energia derivante dalla trasformazione di rifiuti industriali e urbani.

 

 

Agroenergia e bioenergia fanno parte delle cosiddette energie rinnovabili, cioè forme di energia che utilizzano fonti non esauribili, bensì ricostituibili o illimitatamente disponibili (quali l’energia eolica o l’energia solare). Secondo la Commissione Europea la biomassa rappresenta attualmente circa il cinquanta per cento dell’energia rinnovabile utilizzata nell’Unione Europea.

In Italia le fonti rinnovabili di energia contribuiscono a poco più del 9% del consumo interno lordo, una percentuale non di molto inferiore rispetto alla media europea, ma tuttavia ancora limitata. Nella formazione di questo dato incide positivamente l’apporto di energia da biomasse e rifiuti, che si attesta complessivamente intorno al 30%.

Il trend di produzione energetica da rinnovabili riferito agli ultimi cinque anni evidenzia i seguenti aspetti: una forte fluttuazione dell’idroelettrico condizionata da fattori climatici; una buona crescita della produzione da biomassa e da rifiuti, sebbene su valori inferiori a quelli caratterizzanti gli altri Paesi europei; un leggero incremento di produzione da fonte geotermica. Il contributo delle cosiddette nuove rinnovabili, vale a dire eolico e solare, non si segnala per  variazioni apprezzabili.

I prossimi decenni si profilano assai incerti in merito al mercato dell’energia: il ricorso alle rinnovabili risulta pertanto imprescindibile in una politica di diversificazione delle fonti.

 

Luigi Pisoni


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