I microelementi in viticoltura |
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| Scritto da Francesco |
| Domenica 05 Luglio 2009 13:07 |
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Oltre ai tre elementi nutritivi fondamentali N (azoto), P (fosforo), K (potassio), che rivestono un ruolo fondamentale e macroscopico nella crescita delle piante (sono infatti molto evidenti le risposte a concimazioni con questi elementi, e i quantitativi necessari alla pianta per questi elementi sono dell'ordine di decine di KG all'anno per ettaro) per una corretta crescita delle colture ci sono anche una serie di elementi importanti per una corretta crescita: sono i microelementi.
Sono così classificati perchè assorbiti in quantità ridotta (poche decine di grammi all'anno per ettaro). In genere vengono apportati nei classici concimi per via radicale, ma sempre più importante sta diventando il ruolo della concimazione fogliare che tramite piccole e mirate quantità di prodotto distribuito (spesso associate ai trattamenti antiparassitari) si apportano questi microelementi.
Attenzione stiamo parlando di microelementi riguardo ai quantitativi necessari alla pianta rispetto ai macroelementi (NPK) e non all'importanza fisiologica, anzi certi elementi sono fondamentali per un corretto sviluppo e una fruttificazione della pianta.
I principali microelementi sono:
Ogni singolo elemento incide più o meno profondamente su alcuni aspetti fisiologici della pianta, e proprio questa possiede un minimo (carenza), un optimum (apporto adeguato) e un maximum (tossicità), rispetto ad ogni singolo elemento.
Ma quali sono i fattori che influenzano la disponibilità dei nutritivi? Il fattore principale è il pH del terreno, che svolge un ruolo fondamentale per rendere disponibili le varie forme chimiche degli elementi nutrituivi.
Infatti aumentando la basicità del terreno, gli elementi chimici della fertilità vengono trasformati in ossidi, idrossodi, fosfati, carbonati diventando via via meno disponibili per la pianta, poiché si creano complessi insolubili che non possono venire assorbiti dalla pianta.
Anche la tessitura del terreno e il suo tenore in sostanza organica incidono sulla disponibilità o meno di elementi nutritivi: terreni sabbiosi, soggetti facilmente al fenomeno del dilavamento sono sicuramente più poveri di elementi nutritivi, che al contrario sono meglio trattenuti in terreni con più alte percentuali di argille e si sostanza organica.
Perciò gli elementi nutritivi devono essere assorbiti dal terreno e poi distribuiti secondo certe proporzioni alla pianta, in base anche alle condizioni fisiche (siccità, alta temperatura....). In condizioni di alte temperature, l'assimilazione degli elementi nutritivi diminuisce fortemente e l'attività radicale è fortemente inibita. Piogge intense e persistenti causano lisciviazione degli elementi, mentre bassa disponibilità idrica determina una minore mobilità. Si crea così un delicato e continuo equilibrio nutrizionale in cui possono innescarsi fenomeni di antagonismo o sinergismi tra i diversi elementi.
Esempi di antagonismo: Magnesio ↔ Potassio Calcio ↔ Potassio e Magnesio Azoto → Potassio Rame e Boro
Esiste un antagonismo fisiologico generico (un eccesso di un elemento determina carenza di un altro) e un antagonismo fisiologico specifico (entrano in gioco le cariche dei cationi, es tra mono o bivalenti, ed è ciò che accade tra K+ e Mg²+ e Ca²+.
Carenza: è la mancanza nel terreno o l'impossibilità di assorbire le forme chimiche presenti che determina uno squilibrio fisiologico nella pianta con sintomi più o meno evidenti che possono ridurre o compromettere la fase produttiva o peggio vitale della pianta. Alla comparsa dei primi sintomi si deve intervenire con opportune concimazioni, e il metodo migliore è l'intervento con trattamenti fogliari.
Ferro: è un elemento fondamentale in molti complessi enzimatici, implicato in processi respiratori e nella formazione della molecola di clorofilla. E' presente nel terreno in molti minerali, sotto forma di ossidi o idrossidi, ma può non essere assorbito nelle giuste quantità, specie nei terreni calcarei dove assume forme insolubili, determinando carenze. Basse temperature, eccessi di fosforo, alluminio o altri metalli (Rame) determinano carenza di ferro. Sintomi: clorosi internervale molto pronunciata a carico delle foglie più giovani. La carenza prolungata determina necrosi fogliare e all'ingiallimento anche delle foglie mature. Scarso sviluppo dei germogli e scarsa fioritura sono altri sintomi della carenza.
Manganese: catalizza la formazione della clorofilla e interviene nel metabolismo ormonale delle auxine. Un alto valore di pH ne limita la disponibilità. Sintomi: si manifesta sia su foglie giovani che mature come clorosi internervale. Le nervature rimangono verdi. Nella vite si ha l'ingiallimento a mosaico nella parte internervale della foglia.
Zinco: implicato nella sintesi del triptofano e in diverse attività enzimatiche. E' un antagonista del Ferro. Terreni alcalini ne riducono molto la disponibilità, inoltre il fosforo (se presente in grandi quantità nella pianta) ne riduce la traslocazione dalle radici alle parti aeree. Freddo e piogge continuative possono accentuarne la carenza. Sintomi: accorciamento internodi, foglie subiscono la riduzione della lamina fogliare con un tipica conformazione a falce.
Boro: si trova in piccole quantità nelle piante e la concentrazione nelle parti giovani è doppia rispetto alle vecchie. Risulta molto importante per la corretta fecondazione e perciò una corretta allegagione del grappolo. Disponibilità dipende dal pH: è bassa a valori minori di 5 o maggiori di 7, cresce tra questi due valori. Un uso eccessivo di azoto ne riduce la disponibilità. Sintomi: si notano in fase di fioritura del grappolo, poiché si hanno scarse fioriture e perciò limita fortemente la produzione.
Magnesio: svolge un ruolo importante, poichè è l'atomo centrale della molecola di clorofilla ed è implicato nella formazione dei pigmenti e nella sintesi proteica. Terreni sabbiosi sono poveri di Mg, poiché soggetto al dilavamento. La sua disponibilità è limitata in terreni molto alcalini o acidi o inquei terreni molto ricchi di potassio e calcio in quanto sono antagonisti ionici. Sintomi: appaiono prima sulle foglie più vecchie e poi sulle più giovani con ingiallimenti o clorosi internervali. Nella vite facilmente si creano ampie zone gialle tra le nervature principali e necrosi nei margini fogliari.
Concludendo una corretta e bilanciata concimazione permette di evitare l'instaurarsi di carenze nel nostro vigneto,ma bisogna avere ben chiaro il tipo di terreno in cui c'è il vigneto e che produzione si ha intenzione di ottenere.
Francesco Consolandi |
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