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Crotone: San Dionigi protettore dei contadini benedice le sementi

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Scritto da Ada Cosco   
Sabato 28 Novembre 2009 21:02

Crotone: San Dionigi primo vescovo e protettore della città. E con l’Aeropagita la benedizione del mondo agricolo produttivo

 

 

Come ogni anno il popolo contadino non manca alla benedizione dei prodotti della terra. Con canestri d’ogni bene terreno i nostri contadini operosi, hanno portato venerdì scorso nella cattedrale della città pitagorica, al cospetto dell’invocazione di buon augurio, le sementi simbolo di fertilità e di vita, per il rito della consacrazione. E San Dionigi, amico della terra e degli stranieri, diventa il patrono che viene acclamato da questo mondo che con grande umiltà vive e rivive una storia antica che nel perpetrarla continua incessantemente il duro lavoro che sfama l’umanità, tutta.

E sul peristilio del Duomo, con gran sobrietà e austeri, i trattori aspettano la benedizione che impartisce il Vescovo Graziani uomo che ama particolarmente questo mondo di misera attenzione, anzi, riuscendo nella sibaritide ad avviare un processo produttivo rivitalizzando l’economia del posto, attraverso i terreni della sua ex diocesi giungendo a” mettere i beni della chiesa a vantaggio del territorio”. E sull’altare il Monsignore contadino, circondato dal ben di Dio che sul Marchesato crotonese nasce e prolifera grazie alle sapienti mani, incomincia la sua omelia sfidando anche i pensieri avversi che non hanno tenuto conto del valore aggiunto che l’agricoltura può dare, mentre sono visibili, sulla pelle degli abitanti crotonesi, i risultati devastanti dell’industria. In questa giornata l’habitat, prende piede sulle tante polemiche che girano attorno alla città, che di mere vicende ambientali si tratta. Nei primi posti di fronte alla mensa sacra, presenti le alte cariche istituzionali, ad ascoltare un’orazione che è durata quasi quaranta minuti, toccando punti, in ordine, sulle alternanze del territorio. E il dignitario ecclesiastico dopo aver disquisito sul ruolo delle sementi, parla di una rivoluzione culturale, ma anche prendendo a modello la figura di San Dionigi, una posizione che egli stesso ricopre” Vescovo e martire, “ proprio con riferimento alle vicende della discarica di Giammiglione, sufficiente ad infliggere sofferenze e vessazioni. E un ringraziamento si dirige sul lavoro del Convegno Ecclesiastico regionale in corso a Le Castella, con la presenza di 500 persone, e dove l’esempio come la conquista di un campetto sportivo per i fanciulli diventa una prova tangibile del fare. Così, i bambini ritornano al centro dell’ attenzione in una società moderna che ha bisogno d’istruire i futuri cittadini di una terra spesso assente alle vere necessità intellettuali e prendersi carico di responsabilità. Ma, anche il mondo agricolo non è stato nelle priorità della gestione pubblica.

Festa San Dionigi CrotoneIl Vescovo esorta a riconoscere la “dignità ai lavori umili e manuali quelli che nessuno ha più voglia di praticare, ma senza i quali non si va da nessuna parte”. E proprio nel momento festivo in cui San Dionigi benedice il lavoro dei campi, tra l’imperversare di discussioni animose su un ambiente trascurato, che s’introduce una riflessione che potrebbe scuotere le coscienze. Pensare che il patrimonio delle attività produttive che segnava un orgoglio del territorio, quasi come un’identità storica, per la non curanza, sta lasciando il passo al degrado più assoluto delle campagne. Eppure, sottovalutando la gestione produttiva,  non si è tenuto conto che sono gli stessi lavoratori della terra che difendono l’ambiente e assicurano continuità patrimoniale, come cultura, storia, attraverso un bagaglio di nozioni che mai nessuno ha scritto per lasciarlo in eredità come ricostruzione di un passato che ha dato tanto all’uomo e al territorio.  E i giovani non trovando riscontro abbandonano senza battere ciglio l’eredità culturale creata da sacrifici e passioni, per nascite e rigogli verdi e albe piene di speranze. Intanto, da buoni cristiani nutriamo la fiducia che la benedizione delle sementi sia di buon auspicio a tutti e si disseminano su quella terra ammalata e guarisca soprattutto le ferite inflitte ingiustamente a piccole vittime innocenti.

 

Ada Cosco

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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