Razionamento della bufala: fabbisogni |
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| Scritto da Carlo Valois |
| Mercoledì 02 Dicembre 2009 08:24 |
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Per i lettori del portale arriva la terza e ultima parte della rubrica sul razionamento della bufala. Oggi ci occuperemo del razionamento dei fabbisogni. La razione è la quantità di alimenti somministrata a un animale nelle 24 ore. Attraverso il razionamento si devono soddisfare le esigenze della bufala nei suoi diversi momenti produttivi. Questo significa che l’alimentazione si deve adattare agli eventi che caratterizzano il ciclo produttivo della bufala che può essere schematicamente suddiviso in: 1. Asciutta è il periodo in cui la bufala è improduttiva e corrisponde normalmente agli ultimi 2 mesi di gravidanza. Il razionamento in asciutta deve essere condotto con le seguenti finalità:
2. Lattazione prima fase cioè i primi 3 mesi di lattazione, periodo in cui la vacca esprime il proprio potenziale produttivo “picco”; per far fronte alle richieste della lattazione la bufala ricorre alle proprie riserve corporee. In questo stesso periodo la bufala deve essere ingravidata. In questo periodo si deve alimentare la bufala tenendo conto che:
3. Lattazione seconda e terza fase comprende i mesi in cui la lattazione e la gravidanza si sovrappongono; la bufala dovrebbe riuscire a far fronte alle esigenze nutritive con l’alimentazione e ricostituire le riserve corporee perse all’inizio lattazione. Superato il picco non è difficile coprire i fabbisogni perché la bufala riesce a utilizzare bene le reazioni che la necessitano. È bene monitorare il persistere del picco e l’andamento della lattazione, cioè il modificarsi dei fabbisogni dell’animale. C’è infatti il rischio di sovralimentare la bufala rispetto alle risposte produttive e di superare la normale quota aggiuntiva per il doveroso recupero di peso.
Fabbisogni di produzione La potenzialità produttiva della bufala da latte, vale a dire il limite massimo di latte che l’animale può produrre, è definita dal suo patrimonio genetico. Le produzioni teoriche si ottengono solo se l’animale è messo nelle condizioni ottimali per esprimere le proprie attitudini. Tra le condizioni ambientali da soddisfare, un’adeguata alimentazione risulta particolarmente importante in quanto deve assicurare il giusto apporto quali-quantitativo di energia e principi nutritivi che l’animale richiede (fabbisogno) per mantenersi in salute e fornire le produzioni attese. Un corretto razionamento si basa appunto sulla conoscenza contemporanea dei fabbisogni della bufala e degli apporti nutritivi degli alimenti. La conoscenza dei fabbisogni è alla base del razionamento. I fabbisogni presentano sensibili variazioni quali-quantitative che bisogna assolutamente conoscere per non incorrere in disagi sanitari e in cali produttivi, i quali comportano inevitabilmente un danno economico.
Latte ECM = {[(grasso – 40) + (proteine – 31)*0.01155 + 1]*Kg latte prodotto }/1,68
Questa è la formula per il calcolo del latte normalizzato studiata per la bufala (Da Di Palo, R * 1992) che si riferisce a LBN con 8,30% grasso e 4,73% di proteine. La formula serve per l’allevatore e/o al tecnico di conoscere, di volta in volta, la composizione del latte di massa o meglio ancora di gruppo, trasformare il latte prodotto in quel determinato periodo in latte “normalizzato”, calcolare i fabbisogni e formulare la razione. Svezzamento dei vitelli
La copia completa di tutta la rubrica è disponibile in formato pdf a chi ne farà richiesta.
Carlo Valois |
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