Concimazione della vite |
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| Scritto da Francesco |
| Venerdì 05 Febbraio 2010 10:20 |
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La concimazione della vite,oggi, assume molta più importanza rispetto a qualche anno fa, visto che le esigenze del mercato sempre più incentrato sul prodotto di qualità, determinano una maggiore attenzione per tutte le operazioni colturali della vite che mirino ad ottenere un livello qualitativo delle uve sempre più alto e facilitare al massimo il lavoro in cantina, si sa infatti che con uva sana e matura metà del lavoro è fatto, deve essere trasformata in vino seguendo poche basilari regole.
Una di queste operazioni, che va poi ad incidere in modo diretto sul vino è proprio la concimazione.
Se ben eseguita e “misurata”, in base alle reali esigenze della pianta, la concimazione determina numerosi effetti:
La concimazione della vite,oggi, assume molta più importanza rispetto a qualche anno fa, visto che le esigenze del mercato sempre più incentrato sul prodotto di qualità, determinano una maggiore attenzione per tutte le operazioni colturali della vite che mirino ad ottenere un livello qualitativo delle uve sempre più alto e facilitare al massimo il lavoro in cantina, si sa infatti che con uva sana e matura metà del lavoro è fatto, deve essere trasformata in vino seguendo poche basilari regole. Una di queste operazioni, che va poi ad incidere in modo diretto sul vino è proprio la concimazione. Se ben eseguita e “misurata”, in base alle reali esigenze della pianta, la concimazione determina numerosi effetti:
Gli effetti dei tre principali elementi nutritivi sono ben noti e le risposte delle piante alle concimazioni sono molto evidenti specie per l'elemento più mobile come è l'azoto. Azoto (N): stimola l'attività vegetativa e produttiva, e la piante risponde molto velocemente ad una sua somministrazione. La sua scarsità determina vegetazione stentata e con scarsa qualità. Un eccesso determina vegetazione lussureggiante, una produzione elevata ma di scarsa qualità con una forte predisposizione ad attacchi parassitari. Fosforo (P): favorisce le difese della vite, e incide sulla qualità del prodotto. Le richieste quantitative sono scarse. Potassio (K): importante per la sintesi degli zuccheri e per l'equilibrio acido del vino. E' una molecola poco mobile e che facilmente può risultare anche indisponibile per la pianta pur essendo presente nel terreno in grandi quantità a causa di valori di Ph non ottimali.
Come regola base, per la concimazione si può partire da questa semplice equazione: UF tot= 50-38-72 U.F= unità fertilizzanti (N -P -K) Questa rappresenta la dose ad ettaro per un vigneto, il quantitativo poi può essere modificato e variare considerevolmente in base a svariate condizioni:
Ma poi alla fine su cosa va ad incidere una corretta concimazione (sia per quantità che per modalità e tempi di distribuzione del concime)?
Si hanno importanti effetti durante la vinificazione su: Quantità di A.P.A (azoto prontamente disponibile), che è estremamente importante per una corretta azione e crescita dei lieviti e influenza molto lo sviluppo di aromi fermentativi (alcoli superiori, esteri di acidi grassi saturi che sono i principali responsabili di note olfattive fruttate).
Da svariate prove e analisi si è notato che la fertilizzazione primaverile frazionata in più volte determina valori più elevati di questo valore.
Antociani potenziali: si ha la tendenza all'aumento di queste sostanze in seguito alla fertilizzazione, apporti equilibrati di azoto favoriscono la sintesi di antociani mentre la non concimazione deprime la sintesi di fenoli e sostanze coloranti.
Il livello più alto di antociani potenziali si osserva con concimazioni organo-minerali ad alto tasso di umificazione rispetto alla sola concimazione minerale.
Quindi una corretta concimazione che determina un buon stato sanitario della pianta favorisce un prodotto di qualità, ne esalta la complessità dei profumi e agisce direttamente sul suo colore (nei vini rossi), ma agisce anche sulla concentrazione di zuccheri nell'acino (importanza del potassio) e perciò sulla struttura e sul carattere del vino.
Sarà da preferire perciò una concimazione frazionata, utilizzando fertilizzanti organo minerali che determinano livelli qualitativi molto più elevati.
Francesco Consolandi |
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