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Appello all'unità dai giovani di Confagricoltura Bergamo

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Scritto da Luigi Pisoni   
Venerdì 12 Febbraio 2010 09:47

I giovani agricoltori non vogliono accettare passivamente la crisi attuale del settore e cercano di reagire. Anga Bergamo, l’associazione di giovani imprenditori che fa capo a Confagricoltura, propone un proprio antidoto al generale momento di difficoltà del settore e lancia un appello all’unità tra tutte le associazioni provinciali di giovani agricoltori.

 

Alessandro Vecchi, presidente provinciale di Anga, ha scritto una lettera aperta ai colleghi presidenti delle associazioni giovanili di CIA, Col diretti e Copagri. Obiettivo: invitare tutti a “unire le energie e far fronte comune per portare avanti l’agricoltura di domani”.

“Come è noto – esordisce Alessandro Vecchi nella sua lettera - il mondo agricolo sta attraversando una fase di crisi senza precedenti, che vede molte delle nostre aziende in seria difficoltà. Nel corso del 2009 la quasi totalità dei comparti produttivi ha fatto registrare andamenti negativi rispetto agli anni precedenti. I prezzi dei prodotti agricoli scendono in continuazione e con essi le entrate degli agricoltori. Gli aiuti pubblici destinati all’agricoltura, benché non scomparsi, si stanno progressivamente riducendo di pari passo con la generale contrazione della spesa pubblica”.

Di fronte a questo scenario, a detta di Anga, i giovani agricoltori hanno il dovere di interrogarsi, ancor più di chiunque altro, circa il futuro del settore primario.

Oggigiorno i giovani titolari di un’impresa agricola sono sempre meno. Il settore sta invecchiando e le difficoltà collegate all’investimento iniziale scoraggiano l’ingresso delle nuove leve. Un giovane intenzionato a iniziare un percorso in agricoltura vorrebbe poter pensare ad un futuro di piena soddisfazione economica e professionale in una prospettiva di lungo periodo. Invece accade esattamente il contrario: il domani è denso di incertezze e i segnali di fiducia sono scarsi.

Ma se il quadro è assai preoccupante, la volontà di fare non manca. “Chi come noi riveste ruoli di responsabilità nell’ambito delle organizzazioni professionali giovanili – ammonisce Vecchi - è tenuto a profondere ogni possibile sforzo per garantire condizioni di insediamento e di sviluppo il più possibile favorevoli ai giovani imprenditori agricoli. Non possiamo accontentarci di tirare avanti per inerzia, quasi in attesa di un miracolo. Dobbiamo agire”.

Da qui la proposta di Anga di avviare un percorso unitario tra le associazioni agricole giovanili “in modo da creare le basi per una collaborazione che vada al di là di qualsiasi colore o appartenenza e che abbia come unico scopo l’interesse dell’agricoltura e dei suoi protagonisti”.

Come si traduce in pratica tutto questo? La proposta di Anga è piuttosto semplice e netta: costituire un organo di rappresentanza unitario tra tutti i giovani agricoltori per dare il buon esempio anche alle associazioni “senior”.

“Credo che questo forte segnale di unità tra noi giovani – dichiara senza mezzi termini Vecchi - oltre a sortire immediati effetti concreti sul piano dell’operatività, avrebbe anche la chiara valenza di un messaggio esplicito da inviare a coloro che, all’interno delle organizzazioni professionali “senior”, non avessero ancora colto la necessità di lavorare tutti i giorni fianco a fianco indipendentemente dai simboli associativi. Ciò che tutti gli agricoltori, giovani e meno giovani, chiedono da sempre è una rappresentanza agricola unitaria”.

 

Luigi Pisoni

 

Luigi Pisoni collabora con ScienzeAgrarie.com da Martedì 21 Aprile 2009.


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