Più donne in agricoltura a Bergamo |
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| Scritto da Luigi Pisoni |
| Venerdì 12 Febbraio 2010 09:51 |
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Il numero delle donne impegnate in agricoltura è in crescita nella nostra provincia, ma il dato percentuale è ancora inferiore rispetto alla media nazionale. Questo è quanto emerge da una ricognizione sull’occupazione femminile in agricoltura effettuata dall’Ufficio Tecnico-economico di Confagricoltura Bergamo. “L’immagine che emerge dai nostri dati – sintetizza Renato Giavazzi, presidente di Confagricoltura Bergamo – è quella di un settore agricolo in cui l’impegno delle imprenditrici è in lento ma graduale aumento, soprattutto in alcuni comparti in cui la sensibilità femminile sembra apportare un particolare valore aggiunto”. In provincia di Bergamo attualmente le donne titolari di azienda agricola risultano essere 1.635 su un totale di 6.450 titolari, pari al 25,3% del totale. “Rispetto a tre anni fa – sottolinea Giavazzi - si nota un aumento di oltre un punto percentuale: nel 2006, infatti, le titolari erano pari al 24,1% del totale”. Nonostante questo incremento la Bergamasca deve ancora recuperare terreno rispetto alla media nazionale. Secondo i dati Istat, le aziende agricole al femminile rappresentano il 30% delle imprese rurali insediate sul territorio nazionale. Se però dal novero delle semplici titolari di aziende agricola si passa alle donne con la qualifica di Imprenditore Agricolo Professionale (IAP), il peso femminile nell’agricoltura provinciale aumenta. I dati indicano la presenza di 638 imprenditrici agricole professionali su un totale di 2.155 IAP, con un’incidenza percentuale del 29,6%. Alla qualifica di IAP, lo ricordiamo, possono accedere solo coloro che dimostrano di possedere requisiti di elevato impegno professionale in agricoltura secondo criteri di competenza, reddito e tempo di lavoro. La maggiore presenza percentuale di imprenditrici professionali rispetto alle semplici titolari – fanno notare dall’Ufficio Tecnico-economico di Confagricoltura Bergamo – deve essere letta come un fatto indubbiamente positivo, in quanto sottolinea la volontà delle donne bergamasche di impegnarsi a fondo in agricoltura, con veri obiettivi imprenditoriali. In passato, invece, spesso le donne titolari di aziende agricole erano semplicemente proprietarie di terreni e manufatti rurali, ma poco inclini a mettersi in gioco con scelte professionali di ampio respiro. Qual è l’identikit della moderna imprenditrice agricola? “Le donne si dimostrano innanzitutto particolarmente vocate all’agricoltura multifunzionale – dichiara Elena Lussana, referente provinciale delle imprenditrici di Confagricoltura Bergamo – e dedicano particolare attenzione ad un’ampia serie di attività praticabili in ambito rurale: agriturismo, didattica in fattoria, trasformazione aziendale e vendita diretta dei prodotti, promozione di percorsi culturali. Un ruolo determinante è svolto proprio nel campo dei prodotti locali e delle specialità alimentari di nicchia: aumenti importanti della presenza femminile in agricoltura si registrano infatti nel settore biologico, nella vitivinicoltura di pregio e nelle produzioni caratterizzate da marchi di qualità, in particolare Dop e Igp”. Nel settore agrituristico, comparto chiave dell’agricoltura multifunzionale, le imprenditrici rappresentano oltre un terzo del settore: le donne titolari di aziende agrituristiche in provincia di Bergamo sono attualmente 38 su 112, circa il 34% del totale. “L’impegno delle donne in agricoltura – commenta Elena Lussana - si ispira ad una logica di carattere non solo economico, ma anche sociale. Le imprenditrici si dimostrano particolarmente aperte ai rapporti con le comunità locali e con tutti i soggetti che, a vario titolo, operano per lo sviluppo del territorio rurale. Da qui nasce un orientamento forte verso una concezione plurifunzionale dell’agricoltura”
Luigi Pisoni |
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