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Riparte la stagione agrituristica in bergamasca

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Scritto da Luigi Pisoni   
Mercoledì 07 Aprile 2010 22:28

L’arrivo della primavera e le festività Pasquali coincidono tradizionalmente con l’apertura della fase principale della stagione agrituristica. In occasione della ripresa del flusso annuale di presenze nelle strutture ricettive di campagna, l’Ufficio Tecnico-economico di Confagricoltura Bergamo ha diffuso i risultati di un’analisi condotta sul comparto agrituristico e sulla cosiddetta agricoltura di servizio nella nostra provincia.

“L’annata agraria 2009 ha avuto molte ombre e pochissime luci – esordisce Renato Giavazzi, presidente di Confagricoltura Bergamo –. A fronte di un quadro complessivamente negativo di quasi tutta l’agricoltura bergamasca e lombarda una certa stabilità è stata invece dimostrata proprio dalle aziende operanti nell’ambito della cosiddetta agricoltura multifunzionale, dedite alla vendita diretta di prodotti trasformati e all’erogazione di servizi al consumatore finale. Le aziende agrituristiche in provincia di Bergamo ora sono 112, a fronte di 106 aziende attive all’inizio del 2009, con un numero di posti a tavola che ha raggiunto la ragguardevole quota di 4.200”.

Negli ultimi dieci anni, le aziende agrituristiche attive in provincia di Bergamo sono passate dalle 55 unità del 2000 alle 112 di oggi, a conferma di come nei nostri imprenditori agricoli sia maturata sempre più la consapevolezza che la multifunzionalità applicata alle proprie aziende non può che sortire benefici effetti sia in termini di integrazione di reddito che di mantenimento del territorio e delle tradizioni locali.

Che cosa s’intende esattamente per agricoltura multifunzionale? “Si tratta di un’agricoltura – spiega Giavazzi - che non si limita alla semplice produzione di materie prime a scopo alimentare, ma che punta ad integrare in un più ampio quadro d’insieme una serie di funzioni e servizi aggiuntivi a beneficio dell’intera società: da qualche anno a questa parte quest’idea di agricoltura si sta affermando come importante orizzonte di riferimento per l’evoluzione futura del settore primario”.

E per quanto riguarda le prospettive future? “Fino ad oggi il comparto è cresciuto ad un ritmo sostenuto – precisa Cristiano Cumini, presidente della Sezione Agriturismo di Confagricoltura Bergamo -. La proposta agrituristica nella Bergamasca è attualmente ampia e variegata, ma per l’anno in corso dobbiamo attenderci tassi di sviluppo inferiori rispetto al recente passato. Come operatori del comparto confidiamo in un assestamento del livello di clientela dello scorso anno, stimata in circa 430.000 presenze annue nell’insieme delle aziende agrituristiche attive sul territorio orobico”.

Uno degli aspetti che ha caratterizzato l’evoluzione del comparto agrituristico bergamasco è stato l’aumento delle titolari donne. Negli ultimi dieci anni – fa notare Confagricoltura Bergamo - la presenza di imprenditrici nell’attività agrituristica è aumentata del 9%, passando dal 25% del 2000 al 34% nel 2009. Attualmente le donne titolari di aziende agrituristiche in provincia di Bergamo sono 38 su 112.

A che cosa si deve la propensione delle donne per questo comparto? “Accanto ad un generico aumento della presenza femminile in agricoltura – sottolinea Cumini - si assiste da qualche tempo ad una partecipazione sempre più qualificata delle donne proprio in riferimento alle emergenti dinamiche di multifunzionalità agricola. L’impegno delle donne in agricoltura si ispira ad una logica di carattere non solo economico, ma anche sociale. Le donne tengono conto anche del proprio ruolo di mogli e di madri: spesso proprio gli impegni abitualmente assunti in ambito familiare amplificano l’inclinazione delle imprenditrici verso una concezione plurifunzionale dell’agricoltura”.

Infine una considerazione sul peso generale dell’agricoltura multifunzionale – non solo dell’agriturismo – nell’ambito dell’agricoltura bergamasca. Nella nostra provincia l’agricoltura multifunzionale si è conquistata da alcuni anni uno spazio che comincia ad assumere rilevanza anche in termini economici. A fronte di un’incidenza nazionale della multifunzionalità rurale pari al 5% (dati ISTAT), in provincia di Bergamo il numero delle imprese agricole dedite ad attività non strettamente produttive di materia prima grezza ha raggiunto quota 606, ben oltre il 10% del totale.

 

Luigi Pisoni


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