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Marciume radicale degli agrumi: cura e prevenzione

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Scritto da Domenico Oriolo   
Domenica 11 Aprile 2010 16:07

sconcatura della zona del collettoIl principale motivo dell’insorgere del  fenomeno del marciume radicale nelle piante di agrumi è dovuto principalmente agli eccessivi ristagni di umidità  nella zona del colletto delle piante.

Questa patologia è imputabile ad un fungo il cui nome scientifico è phythoftora infestans che trova in queste situazioni di asfissia radicale, le condizioni ottimali per svilupparsi e diffondersi.
Le piante colpite da questa patologia nelle prime fasi presentano una crescita stentata con l’apparato fogliare caratterizzato da una riduzione della superficie delle lamine fogliare, internodi ravvicinati, che si traducono infine col persistere della malattia,  in un completo ingiallimento di tutta la chioma.
E’ il caso di  sottolineare che le piante che hanno come portinnesto  l’arancio amaro risentono  per prima i sintomi di marciume radicale , rispetto ad altri portinnesti quali citrange troyer  o c. carrizo. in condizioni di terreno simili. Questo si verifica in verità  soprattutto nei terreni limosio-argillosi.
CURA – Il rimedio classico consiste in una sconcatura circolare del terreno nella zona del colletto (vedi figura 1), avendo cura di far fuoriuscire le radici superficiali, successivamente intervenire con prodotti specifici a base di metalaxil + rame metallo alla dose di 150 gr per pianta di principio attivo (vedi figura 2)  ma anche prodotti a base di solo rame possono essere sufficenti per curare i casi meno disperati.
PREVENZIONE- Prevenire la malattia è sempre meglio  che curarla , a tal proposito conviene sempre alla ripresa vegetativa intervenire annualmente con irrorazioni fogliari di fosetil alluminio. Questo principio attivo ha un ottimo potere curativo e preventivo contro il marciume radicale. Inoltre i trattamenti fogliari preventivi, evitano  i costosi interventi di sconciatura manuale del colletto .

Questa patologia è imputabile ad un fungo il cui nome scientifico è phythoftora spp. che trova in queste situazioni di asfissia radicale, le condizioni ottimali per svilupparsi e diffondersi.

Le piante colpite da questa patologia nelle prime fasi presentano una crescita stentata con l’apparato fogliare caratterizzato da una riduzione della superficie delle lamine fogliare, internodi ravvicinati, che si traducono infine col persistere della malattia,  in un completo ingiallimento di tutta la chioma.

E’ il caso di  sottolineare che le piante che hanno come portinnesto  l’arancio amaro risentono  per prima i sintomi di marciume radicale, rispetto ad altri portinnesti quali citrange troyer  o c. carrizo. in condizioni di terreno simili. Questo si verifica in verità  soprattutto nei terreni limosio-argillosi.

soluzione di metalaxil+rameCura. Il rimedio classico consiste in una sconcatura circolare del terreno nella zona del colletto (fig. 1, in alto), avendo cura di far fuoriuscire le radici superficiali, successivamente intervenire con prodotti specifici a base di metalaxil + rame metallo alla dose di 150 gr per pianta di principio attivo (fig. 2)  ma anche prodotti a base di solo rame possono essere sufficenti per curare i casi meno disperati.

Prevenzione. Prevenire la malattia è sempre meglio  che curarla, a tal proposito conviene sempre alla ripresa vegetativa intervenire annualmente con irrorazioni fogliari di fosetil alluminio. Questo principio attivo ha un ottimo potere curativo e preventivo contro il marciume radicale. Inoltre i trattamenti fogliari preventivi, evitano  i costosi interventi di sconciatura manuale del colletto.

Conclusioni: Si può affermare che in quei terreni che possono essere soggetti a problemi di marciume radicale, è sempre opportuno intervenire  con trattamenti fogliari a base di fosetil alluminio, avendo cura però di eseguire il trattamento senza miscelarlo ad altri principi attivi per non incorrere in fenomeni di incompatibilità.

 

Domenico Oriolo


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