Polemiche a discapito del Made in Italy: il governo italiano contro il patrimonio nazionale? |
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| Scritto da Ada Cosco | ||||||||||||||||||||
| Venerdì 23 Aprile 2010 20:36 | ||||||||||||||||||||
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L’importazione continua a segnare scandali sulle produzioni alimentari a svantaggio del made in Italy. Proteggere l’economia agricola e con essa tutto l’immenso patrimonio gastronomico, diventa sempre più difficile, soprattutto, quando sugli scaffali dei supermercati si continua a vedere merci che confondono le idee ai consumatori perché non ci sono tracce sufficienti a garantirne la tracciabilità. Cioè da dove viene, chi l’ha prodotto, e quali le caratteristiche somatiche con i rispettivi aggiuntivi che le filiere italiane adottano nelle vendite locali, dove i Farmer Market stanno facendo un bel lavoro di “educazione alimentare”.
Dalle frontiere italiane, sostiene la Coldiretti, passano 1,3 miliardi di latte (che sia pastorizzato??) 86 milioni di chili di cagliate, 130 milioni di chili di latte in polvere, di cui 15 milioni di chili di caseina utilizzati in latticini e formaggi a danno degli allevatori e ingenui consumatori che non sanno come, dove e forse anche perché !. Tre cartoni di latte su quattro sono stranieri, così anche per le mozzarelle, il 50% sono fatte con cagliate estere. Allora, fidarsi della politica del governo che non reagisce a questo scandalo a danno dell’identità del Bel Paese, diventa sempre più difficile. Perché gli allevatori sostenuti dalle associazioni di categoria, non riescono a fare sentire la voce di sconforto, un’offesa che attraversa il settore zootecnico, (e non solo) che va anche a minare il campo della qualità, requisiti latitanti. Il nostro paese è conosciuto nel mondo per gli innumerevoli prodotti con caratteristiche particolari che hanno segnato nel tempo un export positivo per le aziende italiane. Incominciamo a mangiare italiano, prestando attenzione sull’etichetta all’origine: dove nasce, è cresciuto, poi, confezionato in Italia.
L'ETICHETTA CON L'ORIGINE SULLE TAVOLE DEGLI ITALIANI 2010-04-2322:35:57
Fonte: Elaborazioni Coldiretti
Ada Cosco |
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