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In agriturismo Pasquetta d'altri tempi

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Scritto da Ada Cosco   
Lunedì 03 Maggio 2010 17:07

E’ stato un vero e proprio boom quest’anno, per gli operatori agrituristici. Una voglia sfrenata dell’uomo alla ricerca di sapori lontani e un desiderio smisurato di fermarsi e godersi  il senso della vita in piena libertà attraverso quel mondo pronto a darti tutto in cambio di comprensione e rispetto, attenzioni e ogni tanto qualche piccola amorevolezza.

C’è veramente nell’aria un ritorno al modello bucolico o c’è un’inversione di tendenza a volersi immergere nel mondo contadino e assaporare l’armonica, genuina atmosfera di tutto ciò che gravita attorno?

Tirando i conti, quest’anno nelle aziende agrituristiche c’è stata un’ampia affluenza di gente, chiamiamoli anche buon gustai ma sicuramente dalla forte esigenza di allontanarsi dal prototipo cittadino che si omologa ad uno standard ormai identificato come anoressico metropolitano perché non conosce il cibo dei contadini. Ma cosa li spinge a voler entrare nel mondo agreste, solo la fatidica festa pasquale o possiamo intravedere una ricerca di quei valori, e sapori, che la vita di gran città ormai non riesce ad offrire. Intanto le aziende agrituristiche nella provincia di Crotone aumentano, ma saranno legati da quella passione contadina da cui nasce la voglia di fare, creare, produrre, crescere, curare…?

Una cosa è certa, per i “veri” operatori non è facile mandar giù dei falsi colleghi di percorso, seguendo una legge regionale che ha delle limitazioni e degli obblighi. In altre realtà della penisola queste aziende che hanno aperto i loro cancelli, le loro stalle, i loro orti, rappresentano la cultura del luogo in cui esercitano la loro attività agricola, parlando con note eno-gastronomiche di storia tutta da scoprire. Ma sono veramente agricoltori? Sembra proprio di sì perché le ordinanze, danno il placet ad agricoltori (spesse volte hanno anche altre attività) che possiedono terreni coltivabili, perché le aziende devono offrire i prodotti che producono in loco.

Ma parliamo della Pasquetta, lasciamo perdere questa volta gli “attendibili” o “fasulli”, un giorno tanto atteso da chi, abituato alle quattro mura non vede l’ora di prendere un “boccone “proprio tra gli operatori che sicuramente sanno rispolverare le tradizioni calabresi, tirando un po’ d’ossigeno vero.

A Crotone sembra che gli agriturismi siano andati forte, il prezzo poi non tanto esagerato, 35 euro a testa cifra ragionevole, almelo secondo una raccolta di notizie. Il menù cosa veramente interessante si è costruito all’insegna di piatti rinnovati con sapienza dalle mani esperte delle donne che continuano a raccogliere saggezza popolare. Tra una miriade di pietanze emergono i rappresentanti tipici del periodo: pasta al forno con polpettine di carne di maiale, colme di prezzemolo e uova appena scovate, frittatine d’asparagi, ricotta e salsiccia, agnello al forno con patate farcito dall’essenza rosmarino, cipudduzze al peperoncino intinte  d’olio vergine e lamine fiorite d’alloro, per finire a cuzzupe e pitte con l’uva passa stracolme di noci appena sgusciate e miele di fichi. Ma ce li siamo dimenticati questi piatti della nonna ? Grazie alle aziende agrituristiche ci fanno ritornare ai tempi in cui le festività erano celebrate anche da piatti che accompagnavano le solennità. In queste aziende si continua a perpetrare quotidianamente la cultura gastronomica della provincia pitagorica. Ma non solo, si può acquistare i prodotti tipici, mettere in libertà i pargoletti in diretto contatto con ciò che circonda il contesto, e passare con serenità una giornata che sa di voglia di riprovarci ancora, e poi ancora, fino a decidere che può essere il contesto ideale che permette di allungare la vita: per la genuinità del cibo, per l’aria incontaminata, finalmente lontani da quel chiassoso via vai d’automobili che producono veleno, e distaccati dal logorio del modo di vivere moderno.

Certamente non basta andare in agriturismo solo a Pasquetta, per crederci in quello che offre bisogna ripetere l’esperienza, da sballo, per i naturalisti e buon gustai naturalmente !

 

Ada Cosco


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