Camomilla: elisir nature |
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| Scritto da Ada Cosco |
| Lunedì 03 Maggio 2010 17:13 |
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Nonostante tutto le macchie mediterranee la fanno da padrona anche sulle rocche argillose inverdendo con cespugli quelle selve tanto amiche e gradite.
Una vegetazione spontanea, tra tante, nasce sul territorio dell’antica Kroton in cui anche i più attenti studiosi di botanica non sono mai andati alla ricerca del grande patrimonio che lo abita soprattutto le erbe officinali di cui le nostre nonne sapevano fare decotti e tisane, filtri magici e filtri d’amore e quando era proprio necessario creare malocchi. Certo, che non si può parlare male del fiore che di profumo t’inebria e la sua utilità comprende molte cure. Assomiglia ad una margherita e la sua delicata grazia sta tutta nel fiore. La principessa dei pascoli, la sovrana tra papaveri e campi ancora verdi di grano nel mese di maggio. Ma la si trova anche a 800 metri d’altezza. E’ la camomilla la piccola pianta dalle mille qualità, i suoi fiori bianchi fanno da corollario al cuore giallo che contiene la sostanza attiva. Conosciuta fin dai tempi antichi per le sue proprietà terapeutiche nasce in un sud povero arricchendolo attraverso un retaggio patrimoniale che è una fortuna inestimabile, anche questa poco considerata come tutte le cose belle e buone. In medicina ha un grande valore terapeutico: anti infiammatorio antispasmodico e carminativo diventando il più importante strumento per combattere i disturbi di stomaco quali ulcere e gastriti. Per le sue qualità sedative è usata durante il ciclo mestruale, si racconta anche che veniva data alle donne in cinta a rischio di parto prematuro. Ma ancora per stimolare l’appetito, combattere stanchezza, dolori reumatici ed emicranie placare la nausea e alleviare i dolori gastrointestinali. Per il mal di gola basta fare i gargarismi, sciacqui per mal di denti, per coliche impacchi caldi. Aggiungere decotto di camomilla nella vasca da bagno giova alle persone ipertese, dopo lo schampo schiarisce i capelli. Nella tradizione popolare quest’erba è molto usata, simbolo della resistenza alle difficoltà del corpo umano, quasi essendo un toccasana a tanti disturbi. Nel periodo in cui era funestato da malattie infettive, compariva l’abitudine di bruciarla sul pavimento di casa o nel camino sulle braci ardenti, come l’incenso. Si appendevano sulle culle dei neonati mazzetti di camomilla, per difenderli dalle malattie e allontanare le forze malvagie. Per gli innamorati c’era solo una cosa da fare: lavarsi con l’acqua di camomilla diventando filtro d’amore, era però necessario raccoglierla durante la notte di San Giovanni prima della mezzanotte, per “evitare che le streghe ci urinassero sopra”, raccontano le confidenze. In sostanza, diventa una pianta quasi indispensabile in ogni casa, le famiglie dal più piccolo al più grande, soprattutto gli anziani, possono utilizzare la camomilla. Un’abitudine che nel sud dell’Italia non tramonta perché ereditata da quella saggezza popolare ed oggi si associa anche la tesi scientifica che avvalora le qualità di un fiore che per incantesimo riesce a lenire sofferenze fisiche. Peccato che le massaie di nuova generazione, pur possedendo sotto casa un cespuglio di “toccasana”, rinnegano i consigli ricevuti disconoscono il patrimonio che a portata di mano potrebbe essere una soluzione a tanti acciacchi.
Ada Cosco |
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