Expo 2015: il Masterplan e l'orto planetario |
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| Scritto da Luca Melchiorri |
| Venerdì 07 Maggio 2010 18:50 |
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L'ottica ecologistica degli ultimi anni ha poi spinto queste figure ad inserire sempre più frequentemente elementi vegetali per migliorare la vivibilità di ambienti che spesso risulterebbero poco piacevoli.
Recentemente è stato presentato il Masterplan dell'Expo in cui non potevano mancare tematiche legate all'ambiente ed allo sviluppo sostenibile. I progettisti hanno infatti cercato di impiegare materiali che possano essere riciclati, strutture smontabili ed impiegabili in altri siti, un ciclo dei rifiuti integrato, produzione di energia da fonti rinnovabili a partire dal solare, ma anche dal mini-idro. Tutto quello che l'attuale tecnologia consente per limitare l'impatto antropico. Non solo, interessante è l'idea di inserire in prossimità dell'entrata uno spazio definito "I Paesaggi del Mondo", un'area in cui sono presenti serre e paesaggi naturali e agricoli da diversi paesi. L'orto planetario, così è stato definito, risulta essere un parco botanico piuttosto originale di sicuro interesse e che potrebbe suscitare la curiosità di diversi visitatori. Lo sviluppo dell'area è stata eseguita in collaborazione, tra gli altri, con la Facoltà di Agraria del Politecnico di Milano per la ricerca sugli agro-ecosistemi e le serre. Imprescindibile il rapporto tra il territorio e l'acqua, elemento che si ritrova tutto intorno all'area ricalcando nel Lake Arena, l'Arena di Milano in Parco Sempione in cui sino al 1870 si svolgeva la naumachia. Elemento che è presente in tutto il progetto della Via d'Acqua grazie al quale verranno collegate il Parco Agricolo Sud con il Parco delle Groane. Il progetto per quanto è possibile vedere, mi pare degno di nota per l'elevato numero di soluzioni progettuali fornite. L'unico problema sarà successivo all'Expo, infatti rimane incerto il futuro di questa area attrezzata; non se ne conosce il destino, se verrà mantenuta oppure, come molti temono, se lascerà il passo a nuove costruzioni, demolendo così un progetto improntato sulla sostenibilità ambientale. Secondo l'Arch. Stefano Boeri, uno dei progettisti assieme a Richard Burdett e Jacques Herzog, "Bisogna salvaguardare e valorizzare quest’orto planetario: un paesaggio unico e inedito che non ha bisogno di ulteriori interventi costruttivi ed edilizi" (citazione fonte Milanoweb.com) Masterplan Expo 2015 (pdf 13.6 MB) Luca Melchiorri |
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