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Tracheofusariosi del melone (fusarium oxysporum f. sp. melonis): sintomatologia e controllo

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Scritto da Rachele Tardani   
Martedì 21 Settembre 2010 14:54

Il Fusarium oxysporum f. sp. melonis è un patogeno tellurico che attacca prevalentemente il melone ed è praticamente diffuso in tutti gli areali di coltivazione di questa specie.

In genere gli attacchi si manifestano sulle coltivazioni precoci in coltura forzata e semi-forzata, quando la temperatura media si assesta sui 18-20° C. Si possono però avere gravi perdite anche in pieno campo, soprattutto in caso di decorso estivo fresco; le basse temperature e gli sbalzi termici rallentano invece l’evoluzione dei sintomi.

Ad oggi conosciamo 4 razze fisiologiche del patogeno (0; 1; 2; 1-2) caratterizzate da crescente virulenza e tutte presenti nel nostro paese. Oramai tutti gli ibridi in commercio possiedono i geni Fom-1 e Fom-2 in grado di conferire resistenza verso le razze 0, 1 e 2, mentre risultano tutti suscettibili alla razza 1-2 a causa dell’assenza di fonti di geni di resistenza dominanti. Della razza 1-2 attualmente si conoscono due ceppi: yellow (1-2 Y) che provoca un intenso ingiallimento ed è prevalente nelle regioni settentrionali, e wilt (1-2 W) che causa rapido avvizzimento ed è diffusa nel Centro e Sud Italia.

La contaminazione dei terreni può avvenire tramite la semina di materiale infetto, uso di attrezzi di lavoro contaminati, irrigazione. La conservazione dell’inoculo nel terreno può avvenire anche per molti anni.

Sintomatologia: sulle plantule colpite precocemente da tracheofusariosi, si osserva dapprima appassimento e ingiallimento cotiledonare, a cui segue la morte della pianta. Le infezioni più tardive presentano i sintomi caratteristici delle tracheofusariosi, vale a dire avvizzimenti e disseccamenti. I sintomi si presentano dapprima a livello del colletto per poi salire lungo tutto il fusto verso gli apici.

Nella parte basale dello stelo si possono notare fessurazioni longitudinali dalle quali emerge, soprattutto nella fase avanzata della malattia e in condizioni di alta umidità, il micelio fungino bianco-rosato, spesso associato all’emissione di un essudato gommoso. Questi sintomi ci permettono di distinguere in caso di dubbio, una attacco di Fusarium da uno di Monosporascus cannonballus (agente del collasso delle cucurbitaceae). Sulle sezioni trasversali dello stelo sono visibili i tipici imbrunimenti del tessuto vascolare, dal giallo scuro, all’arancione fino al brunastro. Non sempre l’infezione porta alla morte le piante adulte colpite, tuttavia l’accrescimento e la produzione ne risultano gravemente compromessi, ma se l’attacco è violento la morte della pianta è inevitabile.

Prevenzione e controllo: l’impiego di rotazioni colturali anche prolungate non offre alcuna garanzia di successo nella lotta contro la tracheofusariosi del melone perché il parassita, oltre a produrre clamidiospore in grado di persistere per diversi per diversi anni nel terreno, è in grado di colonizzare attivamente i residui vegetali di natura diversa. Anche l’uso di cv resistenti o tolleranti non riesce a controllare completamente la patologia a causa dell’esistenza di più razze del patogeno.

Una difesa efficace è solo preventiva in quanto non esistono fitofarmaci efficaci contro il patogeno: non deve mancare il fosforo, che può essere dato con la concimazione di fondo all’impianto e dopo, con la coltura in atto, come acido ortofosforico tramite manichetta.

La fumigazione del terreno, presentano un’azione preventiva nei confronti della tracheofusariosi come del resto dei nematodi, di altri patogeni, insetti ed erbe infestanti. L'utilizzo dei fumiganti tuttavia, anche se molto diffuso, presenta numerosi inconvenienti e problematiche di natura ambientale e sanitaria, ma soprattutto, essendo oggetto di revisione comunitaria, potrebbero in prospettiva non essere più parzialmente o totalmente disponibili. In coltura protetta è possibile ricorrere alla solarizzazione.

Ad oggi comunque la scelta migliore nei comprensori dove il patogeno è molto presente, è l’innesto erbaceo.

Sono stati identificati diversi livelli di resistenza verso le razze 1 e 2 di F. oxysporum in molte Cucurbitacee che purtroppo non sono utilizzabili nei programmi di miglioramento genetico convenzionale a causa di barriere di incompatibilità con il melone coltivato. Pertanto, l’innesto su genotipi resistenti alla tracheofusariosi rappresenta attualmente l’unica possibilità per prevenire gli attacchi di Fusarium oxysporum f.sp. melonis razza 1-2 alle cultivar di melone. I portinnesti più diffusi in Italia per il controllo dei patogeni tellurici del melone sono gli ibridi di melone e di Cucurbita maxima x Cucurbita moschata.

Come portinnesto possono essere utilizzate anche alcune linee di zucca, particolarmente resistenti a questa malattia. La tecnica dell’innesto erbaceo tuttavia possiede il rischio di selezionare ceppi maggiormente virulenti del patogeno, presenta un più alto costo di acquisto del materiale di propagazione che necessita di un numero maggiore di interventi agronomici.

Rachele Tardani

Bibliografia

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Chilosi G. et al.. La prevenzione delle malattie del melone nel comune di Montalto di Castro, risultati di tre anni di sperimentazione.

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