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La Diabrotica del mais secondo gli agromeccanici bergamaschi

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Scritto da Luigi Pisoni   
Martedì 09 Novembre 2010 23:05

diabrotica maisIl resoconto degli effetti della diabrotica sul mais nel 2009 in Bergamasca e nella Lombardia aveva assunto connotati da bollettino di guerra: il pericoloso coleottero originario dell’America settentrionale aveva attaccato pesantemente le coltivazioni di granoturco della nostra provincia, provocando danni calcolati in complessivi due milioni di euro, pari a circa il 5% del fatturato complessivo del mais orobico.

 

E per quanto riguarda il 2010? Molto più rassicurante il bilancio di quest’anno secondo ABIA, l’Associazione Bergamasca delle Imprese Agromeccaniche che - forte dell’esperienza dei propri soci nella fornitura di servizi di lavorazione dei terreni agricoli in tutta la provincia – ha diffuso una prima stima dell’impatto della diabrotica nell’annata agraria 2010.

“Fortunatamente la situazione non è neppure lontanamente paragonabile a quella dello scorso anno – esordisce Leonardo Bolis, presidente di ABIA – . Nel 2009 il parassita aveva colpito oltre 1.400 ettari di superficie coltivata a mais, di cui circa 350 ettari erano risultati quasi completamente allettati - ossia con le piante di mais piegate al suolo - e di conseguenza fortemente compromessi al momento del raccolto. Quest’anno, benché i dati non siano ancora del tutto definitivi, stimiamo un contenimento dei danni al di sotto della soglia dei complessivi 300.000 euro”.

Nel 2010 le popolazioni delle larve di diabrotica, apparse in pianura a partire dalla seconda settimana di maggio, sono risultate in netto calo su tutto il territorio lombardo. Le motivazioni? “Questa felice circostanza – spiega Bolis - è dovuta in primo luogo alle abbondanti piogge cadute nella prima metà di maggio, le quali hanno avuto il preciso effetto di causare un’elevatissima mortalità larvale proprio nel momento in cui le uova del temibile coleottero stavano per schiudersi, ovvero nel momento più cruciale per la successiva fase di crescita dell’insetto”.

Ma le piogge non sono state le uniche responsabili del contenimento degli effetti della diabrotica. “Un ruolo positivo – continua Bolis – è stato giocato anche dai piani di prevenzione messi in atto dalla Regione Lombardia, il cui Servizio fitosanitario ha infatti predisposto fin dallo scorso anno una serie di misure per intensificare e rendere più efficace la rete di monitoraggio sui principali comprensori maidicoli lombardi, tra cui quello bergamasco”.

A tutto ciò si aggiungono i trattamenti antiparassitari effettuati dalle imprese agricole, che si sono attenute scrupolosamente alle procedure di prevenzione prescritte negli ultimi anni. “I trattamenti per l’eliminazione degli insetti adulti effettuati nel 2009 – chiarisce Enzo Cattaneo, direttore di ABIA – hanno avuto ricadute significative nel 2010. Quest’anno si è fatto peraltro ricorso in piccola misura anche ai cosiddetti geodisinfestanti, ossia agrofarmaci usati per la disinfezione dei terreni, il cui uso è prescritto in situazioni di particolare necessità e sottoposto a rigorose regolamentazioni nazionali e comunitarie”.

Tutti tranquilli, dunque, anche per il prossimo anno? “Assolutamente no - tiene a sottolineare Bolis -. Abbassare la guardia sarebbe assolutamente irresponsabile. Dobbiamo fare tesoro delle conoscenze accumulate negli ormai dieci anni di presenza della diabrotica in Lombardia per contenerne al massimo grado gli effetti. Anche nel 2011 possiamo presumere che la schiusa delle larve avverrà in maggio: quindi per quell’epoca dovremmo essere pronti ad effettuare i trattamenti più adeguati. Inoltre vale il consiglio che sempre davano i nostri nonni per una migliore salute dei campi: avvicendare le colture, soprattutto in presenza di appezzamenti fortemente infestati. Al contrario la pratica costante della monosuccessione, ovvero coltivare lo stesso prodotto per più di 3 o 4 anni consecutivi, espone i raccolti ad un aumento del rischio potenziale di diffusione dei parassiti”.

 

Luigi Pisoni


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