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Agricoltura bergamasca in outsourcing

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Scritto da Luigi Pisoni   
Domenica 28 Novembre 2010 21:42

L’agricoltura bergamasca è un settore sempre più in outsourcing: cresce infatti il numero delle aziende agricole che affidano ad imprese agromeccaniche una o più fasi della lavorazione dei terreni. È il cosiddetto fenomeno del “contoterzismo”: per esigenze di razionalizzazione del lavoro e dei costi di produzione molti agricoltori, anziché acquistare onerose attrezzature, preferiscono semplicemente rivolgersi a operatori terzi dotati delle più moderne macchine agricole e farsi fornire di volta in volta i servizi più idonei per i piani di coltivazione dei propri terreni.

“In base ai dati in nostro possesso – fa sapere Leonardo Bolis, presidente di ABIA, Associazione Bergamasca delle Imprese Agromeccaniche – la quasi totalità delle aziende agricole bergamasche di pianura ha scelto di “terziarizzare” una o più fasi di lavorazione dei terreni nel corso del 2010. Si tratta di un fenomeno in linea  con le esigenze di un settore in rapida evoluzione. In qualsiasi ambito economico l’imprenditore si trova oggigiorno a valutare quali funzioni svolgere con risorse interne all’azienda e quali altre funzioni delegare a soggetti esterni: è una valutazione di costo-opportunità. Questo tipo di atteggiamento è sempre più diffuso anche in campo agricolo, dove la risorsa dei servizi agromeccanici si rivela particolarmente preziosa e va sfruttata al massimo grado”.

Il risultato in termini percentuali è che i contoterzisti in Bergamasca effettuano il 97% della raccolta di soia e cereali (mais, mais da foraggio, frumento e orzo) e oltre il 70 % delle altre lavorazioni in campo nelle aree di pianura: dalla preparazione del letto di semina ai trattamenti contro parassiti e infestanti, dall’imballatura dei foraggi fino all’essiccazione e ad altre forme di messa in sicurezza del prodotto finale.

Quali sono i benefici che derivano dal fatto di avvalersi di servizi in conto terzi? “Innanzitutto – afferma Bolis – vi è il vantaggio di non essere costretti a effettuare investimenti eccessivi in capitali che resterebbero immobilizzati e poco produttivi: è inutile acquistare una macchina costosa per poi farla lavorare solo per poche giornate durante l’anno”.

Rivolgendosi al contoterzista l’agricoltore può fruire di un servizio sempre più efficiente e avanzato in termini agronomici e tecnologici: gli imprenditori agromeccanici, grazie al volume di lavoro svolto e per essere sempre concorrenziali, investono continuamente in nuove macchine e tecnologie che poi mettono al servizio dell’agricoltore.

“Tra gli altri benefici che l’esternalizzazione di certi lavori porta con sé – continua Bolis – vi è anche quello di poter saltare a piè pari il pericolo dell’invecchiamento del parco macchine aziendale, oltre alla possibilità di garantirsi maggiori margini di flessibilità nella gestione dell’azienda agricola”.

Gli imprenditori agromeccanici sono inoltre in grado di operare in condizioni di economia di scala che consentono un contenimento dei costi di produzione non alla portata della singola azienda agricola. Proprio sul versante dei costi molte imprese agromeccaniche si sono autoimposte un contenimento delle tariffe per venire incontro alle aziende agricole che si confrontano con gli effetti di una crisi che non può dirsi ancora superata. “Si tratta di una dimostrazione di responsabilità da parte della categoria – chiarisce Enzo Cattaneo, direttore di ABIA –. Del resto i contoterzisti, lavorando complessivamente grandi superfici appartenenti a diversi proprietari, sono in grado di superare i vincoli posti dalle ridotte dimensioni delle singole aziende. In questo modo il contoterzismo rappresenta un aiuto indispensabile per le imprese agricole intenzionate a non retrocedere e a crescere nella propria capacità competitiva”.

L’auspicio – concludono da ABIA – è che la collaborazione tra imprese agricole in senso stretto e le imprese agromeccaniche possa favorire quella crescita dimensionale delle nostre aziende indispensabile per rimanere sul mercato in un’ottica di collaborazione ad ampio raggio tra le varie anime che compongono il mondo rurale.

 

Luigi Pisoni


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