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Progetto dei florovivaisti bergamaschi per il verde pubblico

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Scritto da Luigi Pisoni   
Martedì 30 Novembre 2010 23:36

Un grande piano integrato di gestione del verde pubblico che veda la Provincia e i comuni della Bergamasca coordinarsi per la valorizzazione di piante ed essenze naturali del nostro territorio: questa la proposta lanciata dalla Sezione Florovivaistica di Confagricoltura Bergamo, riunita in una sessione di lavoro dedicata ad un approfondimento sul futuro del paesaggio orobico.

“Da alcuni anni a questa parte – si legge in una lettera inviata dal presidente di Confagricoltura, Renato Giavazzi, alla Provincia e ai principali comuni bergamaschi - il nostro territorio sta vivendo una profonda trasformazione legata alla realizzazione di opere di viabilità e infrastrutture che peraltro, nel prossimo futuro, segneranno in modo ancor più profondo ed evidente la realtà provinciale. Nello scenario che si sta delineando i professionisti del comparto floricolo e vivaistico non possono esimersi dall’evidenziare un forte deficit presente in gran parte degli interventi di viabilità in essere”.

La nota inviata dall’associazione agricola non entra nel merito dell’attuale modello di sviluppo, ma svolge una riflessione circa la qualità del verde pubblico nella nostra provincia. “Il verde pubblico, che dovrebbe accompagnare in forma qualificante ognuno di questi interventi viabilistici – sottolinea Lorenzo Scarpellini, presidente della Sezione Florovivaistica di Confagricoltura Bergamo - finisce per essere interpretato sia dalle amministrazioni pubbliche sia dalle imprese vincitrici degli appalti come mero complemento da realizzare con il minimo dispendio di risorse ed energia, senza preoccuparsi di rispettare  congrui standard di accuratezza e professionalità”.

In altre parole per Confagricoltura, in un’epoca in cui si celebra a buon diritto ogni iniziativa attenta alle tradizioni e alla natura del territorio, non ci si preoccupa minimamente  di realizzare un verde pubblico basato, almeno sommariamente, sulle essenze del territorio stesso. “Ecco allora che sulla Villa d’Almè-Dalmine – afferma il vice presidente della Sezione Florovivaistica, Paolo Bombardieri – ci si ritrova con rotatorie adorne di ulivi, corbezzoli e sugheri, piante certamente di pregio e peraltro costose, ma più tipiche di un paesaggio mediterraneo come la litorale di Palermo piuttosto che di un territorio come quello orobico. Per non parlare delle superfici che sono invece lasciate sguarnite e diventano così ricettacolo di infestanti, offrendo un triste spettacolo di sé sia ai turisti sia a noi bergamaschi”.

Confagricoltura dimostra comprensione verso le amministrazioni che stanno facendo le spese di una situazione generalizzata di difficoltà della finanza pubblica. Tuttavia l’associazione non manca di richiamare gli amministratori pubblici ad una strategia coordinata e attenta nella convinzione che spesso “a parità di spesa, si possono ottenere risultati ben più coerenti con le tradizioni naturalistiche del territorio”.

Come fare concretamente per tentare di raggiungere questi obiettivi di riqualificazione del verde pubblico?La Sezione Florovivaisti di Confagricoltura Bergamo auspica che per il prossimo futuro ogni intervento viabilistico effettuato da Provincia e Comuni sia accompagnato da un progetto dettagliato del verde,  in modo che si possano piantumare essenze in grado di rispecchiare il paesaggio circostante. “Non è detto – precisa Scarpellini - che debbano sempre essere messe a dimora piante perfettamente autoctone e certificate come tali, ma se non altro essenze simili. Se ad esempio ci troviamo in una zona con forte prevalenza di carpini bianchi, potremmo optare per le meno onerosa variante dei carpini piramidali, ma che almeno carpini siano!”.

Nella missiva inviata agli enti pubblici Confagricoltura dà la propria disponibilità a collaborare concretamente con tutte le amministrazioni bergamasche in funzione di supporto o anche di semplice consiglio, per meglio indirizzare la fase progettuale delle opere viabilistiche nella parte attinente alle aree verdi. “Crediamo infatti fermamente – aggiunge Scarpellini - che il nostro territorio debba mantenere la propria identità e che una buona qualità del verde rappresenti un contributo indispensabile nel perseguimento di questo obiettivo”.

Un’ultima considerazione scaturita dai lavori della Sezione riguarda le grandi opere che nei prossimi anni saranno realizzate sul territorio bergamasco, dalla BreBeMi alla TAV, dalla Pedemontana al collegamento autostradale Bergamo-Treviglio. Si tratta di opere che prevedono enormi investimenti per la realizzazione di zone di mitigazione naturalistica e fasce di rispetto. “Centinaia di migliaia di essenze andranno a popolare vaste aree intorno alle nascenti infrastrutture viarie e ferroviarie – concludono i florovivaisti di Confagricoltura -. L’auspicio è che le istituzioni bergamasche sappiano fare quadrato affinché il verde pubblico che ne risulterà sia popolato da  piante e arbusti di origine bergamasca o perlomeno lombarda. Sarebbe un fatto di prestigio per il nostro comparto, ma soprattutto una grande vittoria per tutta la comunità bergamasca”.

 

Luigi Pisoni


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