Economia delle macchine, giudizio di convenienza |
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| Scritto da Patrizio Dal Cero | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Giovedì 17 Febbraio 2011 17:45 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Nella sostanza, l’imprenditore vuol sapere se conviene acquistare una determinata macchina agricola o se, invece, conviene ricorrere al noleggio o al contoterzista o ad un maggior impiego di manodopera.
Tale problematica è stata oggetto di interesse degli economisti agrari solo negli ultimi decenni: i primi studi su tale argomento comparvero solo negli anni ‘70 e cioè a partire dallo straordinario sviluppo della meccanica e della meccanizzazione agricola e dall’affermazione del contoterzismo. In particolare, le modeste estensioni fondiarie della maggior parte delle aziende agricole ha determinato, soprattutto alla fine del secolo scorso, la diffusione del contoterzismo. Infatti, l’esecuzione di alcuni lavori da parte dei contoterzisti, come ad esempio le lavorazioni del terreno, la semina, la raccolta, ha trovato una favorevole accoglimento soprattutto presso le aziende agricole di piccole e medie dimensioni le quali non potevano certamente da sole far fronte all’ingente costo di acquisto di alcune e necessarie macchine operatrici. Nei giorni nostri, però, le caratteristiche fondiarie, organizzative e gestionali delle aziende agricole sono ulteriormente mutate, per cui l’imprenditore - singolo o associato - considera l’acquisto di un impianto o di una macchina potenzialmente conveniente rispetto ai lavori eseguiti sia dai terzisti che dalla manodopera. Nella prassi gestionale dell’azienda agricola, l’esigenza di determinare la convenienza all’acquisto della macchina è sempre più frequente per molte ragioni quali le più rilevanti: 1) Aziende con una superficie fondiaria maggiore rispetto al passato [tanto più ampia è la superficie agricola utilizzabile dell’azienda (s.a.u.) tanto più basso è il costo unitario (Ku) della macchina: il Ku della macchina è inversamente proporzionale sia al n. di ore di lavoro (n) e sia, conseguentemente, alla s.a.u.] 2) Una maggior accessibilità e regolarità della morfologia dei singoli appezzamenti: gli appezzamenti più ampi, a forma regolare e ben serviti dalle strade poderali, interpoderali e pubbliche favoriscono l’impiego delle macchine ed in specie di quelle complesse ed ingombranti (mietitrebbie, macchine in un unico “treno” di cantiere, vendemmiatrici, carri ad alta capacità di carico, macchine cingolate o semicingolate) 3) Una migliore sistemazione idraulico-agraria dei terreni in pendio: le attuali sistemazioni idraulico-agrarie dei terreni sono eseguite secondo le esigenze di una moderna agricoltura sempre più meccanizzata [si consideri che l’esecuzione delle opere di miglioramento fondiario devono essere eseguite secondo determinati criteri di sostenibilità agronomica, ambientale e paesaggistica e di stabilità dei versanti così come viene, sempre più spesso, stabilito dalle norme di attuazione del piano regolatore o del PAT o dalle norme di Polizia Rurale del Comune di competenza territoriale; infatti, ad esempio, l’esecuzione di un opera di terrazzamento per la messa a coltura di viti di pregio in zona “doc” è subordinata all’approvazione da parte del Comune (Commissione Urbanistica Integrata) che vaglierà, tra le altre cose, anche la sostenibilità delle opere in relazione ad una moderna ed in sicurezza meccanizzazione dei nuovi appezzamenti fondiari: in questo ambito, gioca un ruolo fondamentale l’agronomo non solo come progettista ma anche come relatore in merito alla sostenibilità tecnico/economica del miglioramento stesso] 4) Il ricorso al lavoro manuale è sempre più problematico principalmente per la sua scarsa tempestività nell’esecuzione dei lavori, per la difficoltà di reperire manodopera, per l’alto costo e l’eccessiva sindacalizzazione dei lavoratori 5) I lavori eseguiti dal contoterzista sono sempre meno convenienti e spesso non soddisfano appieno l’esigenza dell’imprenditore come ad esempio di raccogliere il prodotto nel periodo ottimale o richiesto
L’analisi del giudizio di convenienza di una macchina o di un impianto tecnologico deve necessariamente passare attraverso l’analisi dei suoi costi di esercizio che sono: 1) Kc = costi fissi o costanti Sono costi che non variano al variare dell’utilizzo della macchina e sono i seguenti: a) Interesse sul capitale investito: Interessi sul capitale scorte morte “I1”ed in particolare la sola parte che riguarda la macchina. b) Quote di reintegrazione: La consideriamo costante anche se, a stretto rigore tecnico/economico, questa quota si dividerebbe in Q di reintegrazione cotante e Q di reintegrazione variabile (più la macchina viene usata è più si logora e quindi minore è la sua durata economica, contrariamente la macchina dura di più) : Q reint = (Vf – Vi)/n dove n = durata economica della macchina; Q reint = quota di reintegrazione; Vf = valore finale o residuo della macchina; Vi = valore iniziale o di acquisto della macchina c) Sa: Qualora il salariato sia fisso: solo e solamente nel caso che venga impiegato un operaio specializzato e adibito esclusivamente alla macchina d) Oneri fiscali ed assicurativi: Le Q di assicurazione sono pari al 0,35% circa del prezzo di acquisto della macchina + Q oneri fiscali pari a 0,05% del p. a nuovo per un totale pari al 0,4%
e) Parte delle quote di manutenzione ordinaria: Pulizia, protezione antiruggine, ecc. (incide in misura dell’1% circa sul valore a nuovo) f) Quota per spese di ricovero: Canone di affitto per il ricovero, Bf del ricovero per la superficie di ingombro della macchina, ammonta all’1% circa del valore a nuovo della macchina g) St: Spese di amministrazione e di sorveglia nza: pari al 4% circa dei Kc o pari all’1% circa del valore di acquisto della macchina 2) Kv = costi variabili: I costi variabili al variare dell’utilizzo della macchina (i Kv sono direttamente proporzionali al n° di ore di lavoro della macchina) a) Sv: Spese varie per il consumo di: - Carburanti con un consumo orario di:
- Lubrificanti con un consumo medio pari:
b) Sa: Salari solo qualora il salariato non sia fisso: concernente quella quota dei salari calcolati in bilancio che riguardano in modo specifico il costo (per il montante ore di lavoro, comprendendo anche i contributi previdenziali) del conduttore ed il personale coadiuvante della macchina c) Quote di manutenzione straordinaria e parte delle quote di manutenzione ordinaria: Cambio del filtro dell’olio e del carburante, cambio delle cinghie, grassaggi, riparazioni dei guasti, cambio gomme, cambio dei cingoli, revisioni periodiche, messe a punto, ecc.. Variano in funzione dell’uso della macchina: - Usata poco: è pari al 4% circa del valore a nuovo - Usata molto: è pari al 6% circa del valore a nuovo
Dopo aver definito i costi fissi e quelli variabili, passiamo ora ai criteri di giudizio economico delle macchine e degli impianti attraverso l’analisi dei seguenti parametri: 1) Redditi 2) Costi netti 3) Costi
1) ANALISI DEI REDDITI (confronto fra redditi) Quando la macchina concorre a modificare notevolmente l’ordinamento aziendale, l’espressione del giudizio di convenienza della macchina deve avviene attraverso l’esame dell’intero bilancio ed il confronto tra RN post (reddito netto post introduzione della macchina) e RN ante (reddito netto ante introduzione della macchina). L’acquisto della macchina è conveniente quando l’incremento del reddito è superiore o al limite uguale all’interesse (I1 mac) della medesima macchina. Quindi, in formula: RN post – RN ante ≥ I1 mac (confronto fra redditi) La formula può essere rielaborata in: RN post – I1 mac ≥ RN ante Nel caso di un confronto tra più macchine e cioè nel caso di una formulazione del giudizio (tra redditi) del tipo “quale delle due o più macchine prese in considerazione, che soddisfano la disequazione RN post – RN ante ≥ I1 mac, è quella più conveniente?”. In questo caso, la preferenza và attribuita a quella che dà luogo alla maggiore differenza fra incremento di reddito (RN post) e incremento di spesa (I1 mac): Posto: RN post.c = reditto netto post corretto; abbiamo la seguente: RN post.c = RN post – I1 mac E quindi: RN post.c ≥ RN ante (confronto tra redditi) Nel caso di un confronto tra più macchine, la preferenza và attribuita a quella che rende massimo RN post.c
2) ANALISI DEI COSTI NETTI (confronto fra costi netti) Si ricorre a questo metodo quando l’introduzione della macchina non comporta una variazione sostanziale dell’ordinamento produttivo (es. introduzione di una nuova pigiatrice – di tipo pneumatico - in una cantina determinando una migliore qualità del pigiato).
In questo caso, per un giudizio di convenienza, non è necessario usare il bilancio totale ma bensì a quello parziale così come segue: Kt netto = Kt – ∆ Vprod
Dove: Kt = costo totale annuo della macchina ∆ Vprod = incremento del valore dei prodotti determinati dalla macchina Kt netto = costo totale netto annuo della macchina Quindi, il giudizio di convenienza si esprime, a parità di lavoro, in favore della macchina che dà luogo al più basso costo netto (Kt netto).
3) ANALISI DEI COSTI (confronto fra costi) Quando le macchine, pur non modificando l’ordinamento aziendale, danno luogo al medesimo incremento del valore della produzione (∆ Vprod) il giudizio di convenienza va ricercato mediante l’analisi dei costi di esercizio (o prezzo d’uso) di ogni macchina. Il costo di esercizio di una macchina si divide in: A) COSTO TOTALE (Kt , indicato anche come Ka) Il costo totale è costituito dai costi fissi o costanti e dai costi variabili. Per cui abbiamo: Kt = Kc + Kvp ∙ n = Kc + Kv Kc = costi costanti; Kv = costi variabili (Kv = Kvp ∙ n) ; Kvp = costi variabili proporzionali B) COSTO UNITARIO (Ku) = Kt/n n = numero di unità di lavoro specifico o numero do ore lavorative o gli ettari lavorati (es. superficie seminata) o i quintali di granella trebbiati (trebbiatrice) Ku = Kt/n = (Kc + Kv)/n = [Kc + (Kvp ∙ n)]/n = Kc/n + Kvp
Posto: Kunol = costo dell’unità di lavoro specifica relativa alla macchina che si vuol sostituire o costo unitario del noleggio Si avrà convenienza a introdurre la macchina se il costo unitario del noleggio o della macchina che si vuol sostituire (Kunol) è maggiore o al limite uguale al costo unitario (Ku) della macchina che si vuole introdurre. In formula: Kunol ≥ Ku
oppure: Kunol ≥ Kc/n + Kvp ; Kunol ≥ (Kc + Kvp ∙ n )/n; Kunol ≥ (Kc + Kv)/n
Il Ku della macchina diminuisce all’aumentare del numero di ore (n). A questo punto si pone il problema della ricerca del numero minimo di ore di lavoro all’anno al di sotto del quale non conviene una sua introduzione o unità di lavoro specifico (n). Considerando che: Kunol = Kc/n + Kvp per cui: Kc/n = Kunol – Kvp quindi: n/Kc = 1/(Kunol – Kvp)
Abbiamo:
n = Kc /(Kunol – Kvp)
Dove n rappresenta la quantità minima di lavoro all’anno (in ore, in ettari, ecc.) al di sotto della quale non conviene introdurre la macchina o, in altre parole, la quantità minima di lavoro che la macchina deve fare per giustificare da un punto di vista tecnico/economico la sua presenza in azienda.
Questo vale nell’ipotesi della parità dei lavori, cioè nell’ipotesi che il lavoro compiuto con il noleggio e quello con la macchina che si vuole introdurre, si equivalgono. Se invece i lavori (come è probabile) non si equivalessero e la differenza unitaria corrispondesse a “e”, allora abbiamo che il limite della convenienza viene espresso:
n = Kc / (Kunol – Kvp)
Che si trasforma in:
nn = Kc /(Kunol – Kvp +/- e)
Dove “+/-e” è di segno: 1) positivo se la differenza è a vantaggio del noleggio e 2) negativo se è a vantaggio della macchina che si vuole introdurre.
Pongo: nn = numero ore di lavoro all’anno che desidero far lavorare la mia macchina in azienda; n = è il numero minimo di ore al di sotto delle quali non ho convenienza all’introduzione della macchina. Dalla formula di cui sopra, per successivi passaggi, si trova la seguente:
nn x (Kunol - Kvp ± e) = Kc
Che per opportuni passaggi abbiamo:
nn x Kunol –nn x Kvp ± e x nn = Kc
± e x nn = Kc – nn x (Kunol + Kvp) E definitivamente, abbiamo:
± e = [Kc – nn x(Kunol + Kvp)] / nn
Fatti salvi i criteri di economicità su esposti, bisogna dire che la macchia introdotta in azienda, a volte, sta ferma a causa di guasti dovuti all’incuria e alla non adeguata manutenzione, ecc., mentre la macchina a noleggio è sempre efficiente (interesse del conto terzista) con un’ottima manutenzione e quindi pronta ad eseguire i lavori senza tanti tempi morti. Sta all’imprenditore avveduto nell’organizzare e nel sorvegliare l’attività produttiva affinché la macchina introdotta sia pienamente efficiente e funzionale riducendo così al minimo i tempi morti di lavoro. Inoltre, ci sono anche delle situazione “ibride” per cui il giudizio di convenienza si deve misurare sia nell’utilizzo in azienda che presso altre aziende per cui l’imprenditore assume in se la figura di imprenditore agricolo e di contoterzista. In merito, possiamo portare l’esempio di alcuni viticoltori della zona del “Soave doc” in cui le aziende relativamente piccole non giustificherebbero l’acquisto della vendemmiatrice mentre, in alcuni casi, viene ugualmente acquistata tenendo conto anche del suo utilizzo extra/aziendale (la macchina è convenientemente acquistata in quanto, con l’integrazione del lavoro extra/aziendale, il Ku diminuisce, il RN post aumenta così come aumenta il numero delle ore di lavoro annue) Seguono alcuni esempi di calcolo del giudizio di convenienza delle macchine.
Patrizio Dal Cero Appunti di lezione di economia agraria |
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