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Probabile ritorno della diabrotica del mais

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Scritto da Luigi Pisoni   
Giovedì 03 Marzo 2011 13:38

diabrotica mais“Anche per il 2011 dobbiamo attenderci danni da diabrotica per le coltivazioni di mais sulle aree vocate. Il problema riguarderà soprattutto Lombardia, Piemonte e Veneto, ma anche Emilia-Romagna, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia”: il monito proviene dall’Osservatorio economico di UNICAA, la rete nazionale di servizi per il mondo agricolo, che ha recentemente diffuso un’analisi sul possibile impatto del pericoloso coleottero originario dell’America settentrionale sulla campagna produttiva di quest’anno.

 

“Fortunatamente le previsioni per l’anno in corso si avvicinano più al dato 2010 che alla situazione di vera e propria emergenza del 2009 – osserva Giambattista Merigo, presidente di UNICAA –. Già dallo scorso anno, infatti, si sono visti gli effetti senz’altro positivi dei piani di prevenzione messi in atto in tutto il nord del Paese dalle amministrazioni regionali e scrupolosamente adottati dalla maggior parte dei produttori”.

In Bergamasca, lo ricordiamo, nel 2010 il parassita ha causato danni complessivi alla produzione di mais stimati in “soli” 300.000 euro, a fronte degli oltre due milioni di euro del 2009.

“Tuttavia – continua Merigo – non possiamo affatto abbassare la guardia. Per quest’anno si prevede che la schiusa delle uova del coleottero dovrebbe avvenire nel mese di maggio, con la comparsa dei primi adulti circa un mese dopo il rinvenimento delle prime larve”.

Quali consigli si possono dare ai produttori? “Innanzitutto – precisa Merigo – è buona norma attenersi alle indicazioni di volta in volta diffuse dai Servizi fitosanitari regionali, sia in fase di prevenzione sia durante eventuali situazioni di emergenza. In queste ultime i trattamenti per l’eliminazione degli insetti adulti hanno dimostrato nel recente passato di essere piuttosto efficaci se condotti nel momento giusto e in presenza di popolazioni dell’insetto non eccessivamente numerose. Infine non dimentichiamo che anche un trattamento di protezione della radice delle piante nel periodo della schiusa delle uova può contribuire in maniera significativa a limitare i danni nelle fasi successive di sviluppo del mais”.

Ad ogni modo, al di là dell’intervento umano, le prospettive per l’anno in corso dipenderanno molto anche dall’andamento climatico: un maggio piovoso potrebbe infatti causare un’alta mortalità delle larve in corrispondenza della schiusa delle uova, risolvendo in modo naturale gran parte dei problemi legati alla diabrotica.

 

Luigi Pisoni


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