Fotovoltaico: non ci siamo! |
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| Scritto da Marcello Guidi |
| Lunedì 14 Marzo 2011 18:07 |
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Il decreto, definito da molti come “lo ammazza fotovoltaico”, prevede per il settore fotovoltaico la fine anticipata del terzo Conto di Energia penalizzando enormemente un settore che si avviava ovviamente verso un lento declino dovuto all’ inevitabile abbassamento degli incentivi statali. Ora però con questa proposta contenuta nel Milleprologhe, il tutto avviene in maniera molto più rapida non tutelando in alcun modo coloro che già si sono impegnati nella realizzazione di un impianto simile. Per essere chiari un imprenditore che ha già avviato tutte le pratiche, versando somme più o meno ingenti, non sa assolutamente se riuscirà ad effettuare l’ allacciamento entro il termine ultimo fissato per il 31 maggio 2011 durante il consiglio dei ministri del 6 marzo. Entro e non oltre questa data si ha il diritto di ricevere gli incentivi che erano stati un punto fermo nel programma di investimento di tante aziende italiane. Un provvedimento, cosi varato, non può che introdurre incertezza e insicurezza nel settore oltre che sancire la fine di tantissime imprese che nel fotovoltaico avevano visto un’ancora di salvezza. Artigiani, idraulici, elettricisti e tutti coloro che operano in questo campo sono sul piede di guerra. Un decreto del genere non aiuta le aziende e gli imprenditori anzi li priva completamente di una fonte di reddito fondamentale nel grave contesto economico in cui ci troviamo. L’azione del governo si muove ovviamente verso l’energia nucleare il cui dibattito è aperto ma che sembra necessaria se si analizzano gli altissimi costi energetici, peraltro in costante aumento. Tuttavia è estremamente sbagliato rinunciare ad una fonte di energia pulita quale il fotovoltaico che oltre a fornire energia da anche la possibilità a tantissime imprese di rimanere attive e a tantissimi imprenditori o famiglie che si avvicinano al fotovoltaico di incrementare sensibilmente il proprio reddito. L’Italia ha bisogno del fotovoltaico quanto del nucleare. Ci si augura che il dibattito in corso possa portare ad una modifica sostanziale del decreto. I presupposti sembrano esserci, basta pensare alle dichiarazioni rilasciate dal ministro dell’ambiente Prestigiacomo che ha ribadito l’ impossibilità per il nostro Paese di “commettere un tale autogol in relazione anche agli impegni presi a livello Europeo”. Nei prossimi giorni il Consiglio dei Ministri si riunirà nuovamente. La speranza di tutti è quella che prevalga, se non il buon senso, almeno l’aspetto economico legato alle tante realtà presenti nel settore che già si stanno confrontando con enormi difficoltà.
Marcello Guidi |
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