Convegno di UNICAA sulle società in agricoltura |
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| Scritto da Luigi Pisoni |
| Venerdì 18 Marzo 2011 23:28 |
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Martedì 15 marzo, a Bergamo, presso il Centro di Formazione di UBI Banca, si è svolto un convegno sul tema “Le società in agricoltura”, organizzato da UNICAA, la rete nazionale di agronomi, agromeccanici e cooperative agricole, in collaborazione con Banca Popolare di Bergamo e con la Federazione regionale dei dottori agronomi e forestali. Sono intervenuti il presidente di UNICAA, Giambattista Merigo, e il direttore Danilo Pirola, il presidente degli agronomi lombardi, Giorgio Buizza, il referente per il credito agrario di BPB, Flavio Ghirardi, e – in qualità di relatori principali – l’avvocato Oscar Cinquetti e il notaio Cesare Bignami, noti esperti in materia di diritto agrario. “Il legislatore italiano ha sostanzialmente ignorato fino all’inizio degli anni 2000 la figura della società come soggetto imprenditore in agricoltura – ha esordito il presidente di UNICAA Giambattista Merigo –. Fino ad allora, per poter godere dei benefici che la legge concede a chi esercita l’attività agricola, non c’erano molte alternative riguardo alla veste giuridica da dare alla propria impresa. Il coltivatore diretto risultava titolare di una ditta individuale, avvalendosi eventualmente di uno o più collaboratori familiari”. Di fatto l’unica figura “societaria” prevista dal codice civile in agricoltura era la cosiddetta comunione tacita familiare, “ma di questa – sottolinea l’avvocato Cinquetti – era data solo un’enunciazione astratta, mentre la relativa disciplina era interamente lasciata agli usi vigenti”. Ora invece, in forza di cinque diversi interventi legislativi attuati tra il 2001 e il 2005, le possibilità di scelta della forma societaria si sono ampliate notevolmente. “Anche in agricoltura – fa notare Merigo – è ora possibile optare per una serie di soluzioni che consentono di adottare strumenti giuridici e societari più adatti alle varie esigenze dell’impresa”. Tra le novità di questi ultimi anni vi è quella di poter costituire un’impresa agricola anche in forma di società di capitali, conservando la maggior parte dei benefici che la legge riserva agli imprenditori agricoli professionali. Tutto definito, dunque, in materia di società agricole? Non precisamente. “Gli interventi legislativi che si sono succeduti nella prima metà degli anni 2000 – ricorda Cinquetti – attengono soltanto ai benefici fiscali, creditizi o previdenziali che vengono riconosciuti alle società agricole, mentre ci si deve ancora rifare sempre e soltanto alle “vecchie” norme del codice civile per quanto riguarda alcuni aspetti essenziali del funzionamento e delle vicende che attengono queste società. Si pensi ad esempio alle questioni legate ai diritti di prelazione nelle compravendite dei terreni”. Uno speciale approfondimento è stato infine dedicato alla materia della successione nel quadro delle società agricole, “un tema particolarmente complesso – ha sottolineato il notaio Bignami – e al tempo stesso cruciale per il ricambio generazionale in agricoltura”. Il prossimo 25 marzo, sempre a Bergamo, UNICAA organizzerà un seminario di studio sugli aspetti fiscali delle società agricole e sul ruolo del credito nel settore primario.
Luigi Pisoni |
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