Agromeccanici di ABIA in assemblea |
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| Scritto da Luigi Pisoni |
| Venerdì 18 Marzo 2011 23:36 |
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Si è svolta domenica 13 marzo a Cologno al Serio (Bergamo) la 76^ assemblea generale di ABIA, l’Associazione Bergamasca delle Imprese Agromeccaniche aderente a CONFAI, che quest’anno ha celebrato l’annuale raduno con i propri soci pochi giorni dopo avere assunto ufficialmente la veste di organizzazione professionale agricola. “Il cambio statutario che ha trasformato la nostra associazione in un’organizzazione agricola a tutti gli effetti – aveva dichiarato nei giorni scorsi Leonardo Bolis, presidente di ABIA – rispecchia la nostra volontà di fornire al mondo agricolo un’assistenza a tutto campo e non limitata unicamente ai classici servizi di meccanizzazione agraria. Da questo punto di vista siamo assolutamente convinti che le nostre imprese agromeccaniche operino in un’ottica di multifunzionalità che è del tutto in linea con il moderno concetto di attività agricola”. All’appuntamento erano presenti il presidente della commissione Agricoltura della Regione Lombardia, Carlo Saffioti, il presidente del Consorzio agrario di Bergamo, Giambattista Micheli, il responsabile del servizio sviluppo rurale della Provincia, Giuliano Oldrati, e il consigliere provinciale Matteo Oriani, unitamente ad una folta rappresentanza di dirigenti delle altre associazioni lombarde di imprese agromeccaniche. Il tema dell’innovazione nel settore primario è stato il filo conduttore della relazione di apertura presentata dal vicepresidente di ABIA, Giorgio Pesenti.”Abbiamo sollecitato le nostre imprese – ha detto – ad attuare una continua innovazione per rimanere sempre competitive sul fronte della professionalità e della qualità dei servizi che vengono messi a disposizione dell’agricoltura”. Nella relazione si è inoltre ricordato che ABIA, tramite CONFAI Lombardia, “ha intrapreso un percorso di collaborazione con diverse realtà lombarde legate al settore primario, contribuendo a dare vita al distretto agroalimentare Po di Lombardia, costituito sulla scia della specifica normativa adottata nel marzo 2010 dalla Regione”. Nel corso dell’assemblea Luigi Pisoni, consulente d’impresa esperto in gestione agraria, ha presentato un approfondimento sul tema dell’agricoltura in outsourcing, evidenziando il sempre maggiore ricorso delle aziende agricole di pianura ai servizi di lavorazione dei terreni offerti dalle imprese agromeccaniche. Un fenomeno – quello del “contoterzismo” in agricoltura - che pare destinato a prendere sempre più piede come antidoto alla generale crisi del settore agricolo, la quale porta con sé una forte esigenza di razionalizzazione del lavoro e dei costi di produzione. “Nella nostra provincia ogni impresa agromeccanica – ha sottolinea Enzo Cattaneo, direttore di ABIA – lavora generalmente grandi superfici, spesso contigue, che vanno dai 250 ettari ad oltre 1000 ettari. Tali estensioni sono coltivate da ognuno dei nostri agromeccanici applicando rilevanti economie di scala. Per questo nel 2010 la quasi totalità delle aziende agricole bergamasche di pianura ha scelto di “terziarizzare” una o più fasi di lavorazione dei terreni”. Un vivo apprezzamento per il lavoro svolto da ABIA per il settore primario è stato espresso dal consigliere regionale Carlo Saffioti, il quale ha sottolineato “gli sforzi di un’associazione che tiene conto dei problemi del presente, ma guarda con fiducia al futuro operando con professionalità e coraggio”. Intervenendo in rappresentanza della Provincia, il consigliere Matteo Oriani ha posto l’accento sul processo di revisione della politica agricola comune attualmente in atto, che vede Provincia e Regione impegnate a dare il proprio contributo alla riflessione in corso a livello comunitario. “Proprio il tema dell’innovazione in agricoltura – ha detto in particolare Oriani – è uno dei punti che la Provincia di Bergamo ritiene più qualificanti in vista della costruzione di un solido futuro per il settore”. I lavori dell’assemblea si sono conclusi con l’intervento del coordinatore nazionale di CONFAI, Sandro Cappellini, che soffermandosi sul tema delle agroenergie ha sottolineato come attività quali la produzione di biogas debbano rappresentare il complemento di preesistenti attività agricole e zootecniche e non mere iniziative speculative attuate da anonimi investitori spesso assolutamente estranei al settore primario”.
Luigi Pisoni |
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