Crealicoltura meridionale e costi di produzione |
|
|
|
| Scritto da Fernando Antonio Di Chio |
| Venerdì 25 Marzo 2011 05:39 |
|
Sono un agronomo che opera da molti anni in Capitanata (provincia di Foggia), un tempo noto come il Granaio d’Italia, ma oggi? Oggi la situazione è notevolmente cambiata, la qualità delle nostre produzioni risente moltissimo dell’aumento dei costi di produzione che, indirettamente, incidono sulla qualità. Per meglio comprendere, vediamo quanto è accaduto quest’anno: a novembre il prezzo del frumento si attestava intorno a 13-14 euro e ciò ha spinto molti operatori a non utilizzare i concimi di fondo, per cercare di contenere le spese di produzione.A partire dal mese di dicembre però, il prezzo del grano ha iniziato una lenta risalita che lo ha portato a toccare quota 30 euro verso fine gennaio, il risultato qual è stato? Che ciò ha spinto molti agricoltori a utilizzare concimi di copertura, nella convinzione che un così elevato prezzo avrebbe avrebbe compensato i costi di produzione. In realtà dopo l’impennata si è registrato un calo del prezzo del grano, che nel giro di poche settimane è tornato a valori pari a 22-23 euro. Cosa è successo però? Che il prezzo dei concimi continua ancora a mantenersi elevato (e questo inciderà anche sulle colture primaverili quali il pomodoro da industria), che a beneficiare dell’aumento del grano non sono stati certo gli agricoltori, i quali a causa della profonda crisi in cui versa il settore a metà dicembre avevano già venduto il loro prodotto, che gli unici ad avere beneficiato dell’aumento sono stati i commercianti che avevano stivato grandi quantità di grano in magazzino. Qual è la morale? La morale è che in mancanza di un’alternativa seria, rischiamo un lento ma inesorabile abbandono del settore, considerando che anche la nuova PAC 2013 non ci aiuta sicuramente. Io appartengo a quella categoria di operatori del settore, che crede fermamente in quelli che sono i “Contratti di Filiera” ossia contratti stipulati tra commercianti ed agricoltori con prezzi di vendita garantiti, in tal modo l’agricoltore conosce a inizio campagna il prezzo a cui gli verrà pagato il grano e in qualche modo può meglio gestire i costi di produzione, nel contempo ha la garanzia di ottenere delle premialità crescenti laddove il grano prodotto presenti determinate caratteristiche qualitative.In conclusione mi auguro quindi che, al momento della raccolta, il prezzo del frumento si mantenga a livelli tali da garantire un minimo margine, altrimenti rischiamo un ulteriore riduzione delle superfici investite a grano duro per il prossimo anno e quello che era il Tavoliere delle Puglie diverrà un deserto. Fernando Antonio Di Chio |
Il nostro staff è composto da collaboratori con curriculum agronomico
che nutrono una profonda passione per l'agraria.
Le retribuzioni vengono fatte con il sistema di pagamento
di Google AdSense.