La lotta biologica |
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| Scritto da Daniela Zaina |
| Lunedì 28 Marzo 2011 08:08 |
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- utilizzo di nemici naturali non dannosi per la coltura come ad esempio insetti predatori o pipistrelli; - utilizzo di concimi naturali o di ormoni e ferormoni che possono servire per eliminare il soggetto maschile dal ciclo riproduttivo o per alterare i processi fisiologici e comportamentali; - utilizzo di funghi o batteri antagonisti; - in alcuni paesi (non in Europa) vengono utilizzati organismo OGM selezionati per resistere ad attacchi parassitari o inoculati con batteri antagonisti. I primi metodi di questo tipo di lotta sembra siano stati effettuati nel 1800 dal nonno di Charles Darwin, poi ripresi dall'americano Riley con buoni risultati, alla fine del XIX secolo. Malgrado questi primi precoci esperimenti, la lotta biologica è stata accantonata e solo da pochi decenni ha ripreso vigore, anche a causa delle problematiche verificatesi con l'utilizzo dei pesticidi chimici e dalla resistenza che i parassiti hanno sviluppato verso questi ultimi. La lotta biologica si inserisce all'interno dell'agricoltura biologica che è regolata da norme precise anche a livello comunitario e a cui fanno riferimento organizzazioni, associazioni e federazioni sia a livello nazionale, come l'Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica (AIAB), che internazionali come la Federazione Internazionale dei Movimenti per l'Agricoltura Biologica (IFOAM) o l'Organizzazione Internazionale per il Controllo Biologico (IOBC). Daniela Zaina
Fonti bibliografiche
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