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La Botrytis Cinerea

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Scritto da Adelio Tamburrino   
Venerdì 01 Aprile 2011 08:28

botrytis cinereaIl danneggiamento degli acini di uva, con la conseguente fuoriuscita di succo, provoca lo sviluppo di popolazioni microbiche con valori di 106 - 108 cfu g-1 e la presenza di funghi filamentosi, come ad esempio Botrytis cinerea. Questo può causare la produzione di micotossine e alterazioni della composizione chimica che possono influenzare negativamente il flavour ed il colore del vino, la crescita di lieviti durante la fermentazione alcolica e lo sviluppo dei batteri lattici nel corso della fermentazione malolattica.

Il fungo può conservarsi come saprofita nel terreno, comunque sverna sotto forma di sclerozi su tralci di varietà a maturazione tardiva, oppure come micelio all'interno delle gemme.

La massima produzione si ha verso la fine di maggio-prima decade di giugno (a cavallo della fioritura) e in autunno in prossimità della vendemmia

La penetrazione è diretta su organi senescenti o attraverso ferite

Colpisce soprattutto acini che presentano ferite provocate da agenti viventi o non, determinando la formazione di macchie brune su quelli delle cultivar bianche e livide su quelli delle cultivar nere. Le macchie ben presto si estendono a tutto l'acino determinando il marciume molle. Nel caso di un andamento climatico secco gli acini avvizziscono; se l'andamento è umido si ricoprono di muffa grigiastra che si diffonde rapidamente tra acini contigui nelle cultivar a grappolo serrato, per cui alla fine l'intero grappolo può essere interessato dall'infezione. Sul grappolo attacchi precoci determinano necrosi del rachide. Sui tralci ancora verdi si hanno imbrunimenti seguiti da ampie necrosi che portano alla morte della parte distale del tralcio. Le foglie sono colpite meno frequentemente e solo se l'andamento meteorologico è molto piovoso.


In particolare, la Botrytis cinerea attacca la vite secondo due modalità differenti di infezione:

  • Marciume grigio: si verifica in corrispondenza della maturazione e richiede una costante e prolungata condizione di terreno imbibito o un elevato grado di umidità atmosferica. L’infezione provoca la caduta dei grappoli colpiti.
  • Marciume nobile: favorisce la concentrazione degli zuccheri indispensabili alla produzione di vini muffati. In particolare, questo tipo di attacco si verifica quando, in condizioni generali di clima più caldo e secco, si alternano condizioni umide per effetto della deposizione della rugiada mattutina o di episodi piovosi che innalzano il grado di umidità e favoriscono una diffussione limitata del fungo che aumenta, per l’appassimento, il grado zuccherino dell’uva senza danneggiarla eccessivamente.

N.B. La muffa si nutre degli zuccheri dell’uva, quindi, i vini passiti muffati o botritizzati sono un po’ meno dolci dei vini passiti normali.

Non tutte le uve, inoltre, si prestano a produrre vini botritizzati: sono necessarie varietà adatte, dalla buccia spessa e consistente.
E neanche tutti i luoghi sono ideali: il fungo per svilupparsi ha bisogno di un’alternanza di umidità e di sole, che favorisce la concentrazione dell’acino attaccato.

Sui vitigni precoci quali Tocai, Pinot bianco, Pinot grigio, Chardonnay, Riesling, ecc., si possono avere infezioni importanti anche in post-fioritura, quando l’attacco del fungo si sviluppa sulle ferite lasciate dalla caduta delle caliptre fiorali.

La lotta chimica specifica è raccomandata unicamente per le varietà giudicate sensibili alla botrite, questo per evitare la comparsa o l’aumento di ceppi resistenti, suscettibili di compromettere l’efficacia dei fungicidi antibotritici.

 

Adelio Tamburrino


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