L'Enologia pugliese al Vinitaly di Verona |
|
|
|
| Scritto da Tizianoagri |
| Sabato 02 Aprile 2011 01:52 |
|
La Puglia, inoltre, nel 2010, con il suo +20,7% ha contribuito in maniera determinante al +8,6% dell'export dell'intero Paese, risultato che potrebbe davvero significare un'inversione di rotta nell'attuale congiuntura a livello internazionale. La nuova DOC ( Denominazione di Origine Controllata ) di Puglia è a Taranto: - Martina o Martina Franca DOC: è uno dei più antichi ed apprezzati vini bianchi Doc della Puglia, il vitigno Impigno non c'è e lascia il posto ad un prevalere della Verdeca ( 50-65% ) e del Bianco d'Alessano ( 35-50% ), ed una piccola percentuale può essere di Fiano, Bombino, Malvasia Toscana ( non oltre il 5% ). Il contributo delle uve di Verdeca serve per ottenere un vino chiaro, molto delicato, nettamente verdolino;con il Bianco d'Alessano il vino assume un colore giallo paglierino, una vinosità più intensa e maggiore robustezza. E' prevista anche la tipologia di Doc Martina spumante. -Aleatico di Puglia DOC: elegante vino che ben accompagna i dessert di fine pasto, come uvaggi richiede almeno l'85% di quello dal quale prende il nome; la parte restante può essere composta da Negro Amaro, Malvasia Nera e Primitivo. La resa massima di uva ammessa è di 80 quintali per ettaro. Colore: rosso granato tendente all'arancione. Tipologie: dolce naturale, liquoroso dolce naturale, riserva. - Primitivo di Manduria DOC: La Doc di questo vino comprende una zona di vigneti e uliveti in cui sono sparse masserie e antiche torri di vedetta, che inizia da Manduria e prosegue attraverso Pulsano, Leporano, San Giorgio Jonico, Faggiano, Sava, Maruggio. In provincia di Brindisi, la Doc Primitivo di Manduria, comprende i comuni di Erchie, Oria e Torre Santa Susanna. La gradazione minima di questo vino rosso non può essere inferiore ai 14°; le tipologie previste sono "dolce naturale", "liquoroso dolce naturale" "liquoroso secco", "riserva". -Lizzano DOC: accanto al Negro Amaro possono esserci Montepulciano, Sangiovese, Bombino Nero, Pinot Nero e, in minima percentuale, anche Malvasia Nera di Brindisi o di Lecce. Per il Lizzano bianco sono richiesti Trebbiano Toscano ( 40-60% ), Chardonnay o Pinot Bianco ( 30% ), e minori quantità di Malvasia lunga bianca, Sauvignon e Bianco d'Alessano. Per il Lizzano Negroamaro ( rosso o rosato ) questo vitigno balza all'85%: percentuale identica, ma di altro vitigno, per il Lizzano Malvasia nera; la resa di uva consentita per ettaro è di massimo 140 quintali. -Colline Joniche Tarantine DOC: racchiude al suo interno un mix equilibrato fra vitigni tipici della zona, come Verdeca e Primitivo, e quelli internazionali, come il Cabernet. Le uve indicate sono principalmente di Cabernet Sauvignon e Primitivo per il rosso e il rosato; per il bianco, da Verdeca e Chardonnay e altri a bacca bianca. Alle origini di questa Doc c'è un ambiente ricco di biodiversità, dove il carsismo ha prodotto quelle affascinanti fenditure nel terreno note come gravine, che racchiudono un'identità ben precisa e attorno alle quali i vigneti esistono da sempre. Tiziano Albani |
Il nostro staff è composto da collaboratori con curriculum agronomico
che nutrono una profonda passione per l'agraria.
Le retribuzioni vengono fatte con il sistema di pagamento
di Google AdSense.