Agronomi lombardi in assemblea |
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| Scritto da Luigi Pisoni |
| Martedì 12 Aprile 2011 12:04 |
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Gli agronomi lombardi si riuniscono in assemblea per fare il punto sulla situazione della categoria, ma soprattutto sullo stato generale di salute dell’agricoltura e del territorio rurale della regione. L’assise annuale della Federazione degli Ordini dei dottori agronomi e dottori forestali (FODAF) della Lombardia si terrà il prossimo venerdì 15 aprile alle ore 16.30 presso la sede dell’organizzazione in via Ripamonti a Milano. I delegati dei 1.700 iscritti - divisi in otto ordini territoriali - discuteranno un ordine del giorno che prevede, tra gli argomenti principali, foreste, sistemi verdi e pianificazione territoriale. “Accanto ai normali adempimenti statutari – esordisce Giorgio Buizza, presidente degli agronomi lombardi – abbiamo inteso incentrare l’assemblea del prossimo 15 aprile su una serie di temi collegati da un unico filo conduttore: l’uso del territorio rurale in Lombardia”. Dal punto di vista economico – fa notare la FODAF - la Lombardia è la regione più agricola d’Italia, con un posto di assoluto rilievo all’interno del panorama europeo. “Il valore complessivo della produzione agricola lombarda – spiega Buizza - è pari a oltre 6 miliardi di euro e rappresenta il 13,7% del totale nazionale, a fronte di una quota di superficie territoriale della Lombardia pari a solo il 7,9% del suolo italiano. Questo dato economico evidenzia in primo luogo l’alta valenza imprenditoriale del settore primario lombardo, ma fa emergere al tempo stesso la questione della forte concorrenza nell’utilizzo delle risorse naturali da parte di settori diversi da quello agricolo”. La Lombardia è certamente la regione più agricola d’Italia, ma soprattutto la più popolata e la più industrializzata. È significativo a questo riguardo il fatto che l’agricoltura lombarda, pur rappresentando il 13,7% della produzione agricola nazionale, contribuisca solo per l’1,6% alla creazione del valore aggiunto regionale (la media nazionale è del 3%), segno della forte presenza sul territorio di attività industriali, artigianali e commerciali, spesso concentrate nelle aree di pianura. “La sfida che oggi ci troviamo ad affrontare con assoluta urgenza – prosegue Buizza - è improntata alla scelta del modello di sviluppo più adeguato alle esigenze e al benessere delle generazioni presenti e future. In tutto questo l’agricoltura ha un ruolo essenziale, che deve essere oggetto di unanime riconoscimento. In questo quadro di fondo occorre innanzitutto garantire al sistema agricolo uno spazio di crescita economica all’altezza delle sue potenzialità”. Tra i temi oggetto di attenzione della categoria rientra il rapporto tra realizzazione delle grandi opere infrastrutturali, quali nuove autostrade e Alta velocità, e il consumo di terreno agricolo. FODAF pone inoltre l’accento su un tema meno noto al grande pubblico, ma forse altrettanto cruciale per il futuro del territorio rurale in Lombardia: la definizione dei cosiddetti ambiti agricoli strategici, prevista dalla Legge regionale n. 12 del 2005 e posta in capo alle amministrazioni provinciali. “La normativa regionale – ricorda Buizza - prevede che le Province definiscano le parti del nostro territorio che negli anni a venire dovranno restare agricole e non potranno essere destinate a nessun altro uso nell’ambito dei piani di governo del territorio adottati dai comuni: molte amministrazioni provinciali dovranno adempiere a questo compito e disegnare tali ambiti proprio nel corso del 2011, che si rivelerà dunque cruciale per la definizione dei futuri assetti del territorio rurale lombardo”. Strettamente collegata al tema è la questione dell’adozione dei nuovi Piani di governo del Territorio (PGT) da parte delle amministrazioni comunali. A questo proposito la FODAF evidenzia come la pianificazione comunale del territorio rurale di fatto venga spesso dimenticata: i gruppi di progettazione dei PGT, nei cui organici gli agronomi solitamente non compaiono, ricalcano purtroppo vecchi schemi concettuali, limitando le loro attenzioni alla parte di territorio già urbanizzata e trascurando di programmare lo sviluppo del territorio rurale e di quello montano-forestale. Durante l’assemblea un significativo spazio di riflessione sarà infine dedicato allo stato delle foreste di Lombardia. “La nostra regione – sottolinea Buizza – è nota per l’alto grado di urbanizzazione e industrializzazione di molte sue aree, ma pochi sanno che oltre 618.000 ettari, pari a circa il 25 per cento dell’intero territorio lombardo, sono occupati da boschi”. Il rovescio della medaglia è dato dal fatto che una parte notevole di questo patrimonio forestale non è sufficientemente gestita, se non addirittura abbandonata, soprattutto a causa dell’estrema parcellizzazione delle proprietà forestali, oltre che per le difficoltà di accesso. Ciò produce, tra l’altro, effetti negativi sull’intero ecosistema. I boschi e le foreste, lo ricordiamo, svolgono un’essenziale funzione ambientale per la conservazione della biodiversità, la protezione del territorio e la difesa del clima: dove i boschi sono trascurati o addirittura totalmente abbandonati, queste funzioni sono radicalmente compromesse. “Il punto cruciale – conclude Buizza - sarà quello di riuscire a valorizzare le risorse forestali autoctone in termini competitivi, ad esempio attraverso l’utilizzo di una parte delle biomasse legnose lombarde in chiave energetica. Ciò si tradurrebbe in una serie di conseguenze positive sia per l’ambiente sia per l’economia delle aree rurali montane”. Il 26 maggio prossimo, in occasione dell’Anno internazionale delle foreste, la FODAF organizzerà a Sondrio una Giornata di Studi regionale sul tema della gestione dei boschi e del territorio montano allo scopo di sensibilizzare le amministrazioni locali a farsi carico della razionale gestione delle risorse territoriali e forestali e della prevenzione dei dissesti. Luigi Pisoni |
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