Le ruggini dei cereali |
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| Scritto da Tizianoagri |
| Venerdì 15 Aprile 2011 21:44 |
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Si tratta di parassiti obbligati, che colonizzano i tessuti dell'ospite differenziando austori nelle cellule parassitate. Gli agenti causali delle ruggini dei cereali sono parassiti potenzialmente dannosi, in quanto sono in grado di provocare malattie a carattere epidemico, che possono dare origine a perdite di prodotto molto elevate; essi deprimono, inoltre, la qualità delle cariossidi, abbassandone il tenore in proteine e amido, cui corrisponde l'aumento dei materiali cellulosici, di basso valore nutrizionale.
Sono tre le principali ruggini che interessano i cereali e sono note sotto le denominazioni di "ruggine nera", "ruggine gialla" e "ruggine bruna". a) Ruggine nera: ha ampia diffusione e può provocare gravi danni, specie nelle regioni con temperature più elevate, avendo un optimum termico a 22-24°C; si riscontra su cereali coltivati (frumento, orzo, segale, avena) e graminacee spontanee. Nelle piante colpite dalla ruggine si osserva un incremento della perdita di acqua, sia per aumento della traspirazione, sia per evaporazione attraverso le aree lacerate dell'epidermide. Viene ridotta la fotosintesi, sia per distruzione del tessuto fotosintetico, sia per interferenze del patogeno con l'attività fotosintetica delle aree verdi delle piante; il numero e le dimensioni delle cariossidi risultano ridotti e la loro composizione notevolmente modificata. In frumento risultano maggiormente colpite le cultivar a ciclo vegetativo lungo, specie nelle annate caratterizzate da piogge brevi e frequenti nel periodo maggio-giugno. b) Ruggine gialla: l'attacco, sulle varietà suscettibili, può avvenire a livello delle foglie, delle guaine, delle glume e talvolta delle stesse cariossidi. Si sviluppa a temperature comprese tra 10 e 25°C, essendo l'optimum per la colonizzazione fra i 15 e i 18°C; le infezioni invernali possono fornire l'inoculo per quelle primaverili. Il massimo sviluppo dell'epidemia si osserva normalmente tra la spigagione e la fioritura del cereale. c) Ruggine bruna: è molto diffusa in tutte le aree cerealicole e, per le esigenze termiche, è la seconda a comparire; in Italia appare nel periodo fra marzo e aprile. Il patogeno è presente soprattutto su specie del genere Triticum, ma può interessare anche graminacee spontanee dei generi Agropyron e Aegilops; può essere considerata la più grave ruggine del grano in quanto la sua presenza è costante in tutte le aree cerealicole. L'optimum termico per lo sviluppo del parassita è 15-22°C, nelle regioni costiere meridionali questa malattia può essere osservata anche durante l'inverno, mentre nell'Italia settentrionale le infezioni iniziano a partire da marzo-aprile. Difesa. Negli anni recenti l'attenzione è stata rivolta soprattutto a forme di resistenza poligenica (o orizzontale), in quanto più durature delle forme di resistenza monogenica (o verticale); tuttavia non tutte le varietà attualmente presentano sufficienti doti di resistenza nei confronti delle diverse ruggini. Siundefined rende pertanto necessario adottare anche norme di carattere agronomico e, talvolta, anche fitoiatrico. Da evitare sono le concimazioni eccessive, specie azotate, e il conseguente lussureggiamento delle piante; durante il periodo di maggiore suscettibilità della pianta, fra spigatura e maturazione cerosa, si verificano condizioni favorevoli per le infezioni. Di conseguenza, per mantenere sane le due foglie apicali, l'ultimo internodo e la spiga, preposti alla sintesi delle sostanze di riserva, può essere opportuno effettuare trattamenti con fungicidi inibitori della biosintesi degli steroli (IBS) o con strobilurine. Tiziano Albani
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