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Confagricoltura Bergamo sollecita ripresa della trattativa sul latte

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Scritto da Luigi Pisoni   
Giovedì 28 Aprile 2011 23:21

latteI contratti sul prezzo del latte alla stalla stipulati lo scorso mese di febbraio scadranno a settembre: per questo Confagricoltura Bergamo ha già avviato una riflessione interna al fine di preparare la strategia per la prossima trattativa con gli industriali del settore caseario, che si preannuncia tutt’altro che facile.

 

“Nei prossimi giorni riuniremo i rappresentanti del settore latte della nostra associazione – esordisce Dario Vitali, presidente della Sezione provinciale lattiero-casearia di Confagricoltura – in quanto riteniamo che non si debba dormire sugli allori: i contratti siglati poco tempo fa hanno un orizzonte temporale molto limitato e, peraltro, sono espressione di accordi molto parziali. Dobbiamo impostare la trattativa su basi totalmente nuove se vogliamo dare al settore una seria e concreta prospettiva di stabilità”.

In Lombardia Confagricoltura, lo ricordiamo, non aveva sottoscritto l’intesa con il gruppo francese Italatte ritenendo il prezzo medio di 39,4 centesimi inferiore al reale valore di mercato del latte lombardo. “Ma quel che soprattutto non va – sottolinea Vitali – è che si continuino a condurre trattative sul latte estremamente frammentate, senza obiettivi comuni e senza un’idea precisa di dove si intende andare a parare. Così chiunque rimette in discussione appena può qualsiasi punto fermo raggiunto in precedenza. Basti pensare che negli ultimi due anni sono stati siglate cinque diverse intese regionali sul prezzo del latte, a pochi mesi di distanza l’una dall’altra. In queste condizioni come possono i nostri allevamenti realizzare un minimo di pianificazione e di investimenti?”.

La proposta che Confagricoltura Bergamo porterà presto in sede di confronto regionale con gli allevatori delle altre province lombarde sarà quella di riaprire fin da ora un tavolo di trattativa con Assolatte con il proposito di costruire insieme un nuovo sistema di relazioni contrattuali. L’auspicio è che, iniziando a discutere con un certo anticipo, si possa riflettere tutti insieme con più serenità.

“Il bene supremo che tutti, allevatori e industriali, dovremmo tutelare – ribadisce Vitali – è l’efficienza della filiera del latte in Italia, cercando di valorizzare innanzitutto la materia prima destinata alle produzioni di formaggi Dop e di latte di alta qualità”.

Nella prossima seduta della Sezione lattiero-casearia di Confagricoltura Bergamo sarà preso in esame anche l’accordo recentemente siglato in Piemonte tra allevatori e industriali, basato su un sistema di indicizzazione che tiene conto delle variazioni del mercato dei prodotti lattiero caseari, ma anche dei costi di produzione del latte. “Si tratta di un meccanismo contrattuale che vorremmo proporre come esempio anche in Lombardia – afferma Vitali -, in quanto rispettoso di giusti equilibri e rapporti di filiera. Valuteremo infine la proposta della nostra sezione lattiera regionale di creare un’organizzazione lombarda di produttori di latte aderenti a Confagricoltura”.

Luigi Pisoni

 


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