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Agricoltura blu: un nuovo modo di coltivare

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Scritto da Fernando Antonio Di Chio   
Giovedì 12 Maggio 2011 13:49

Nei prossimi giorni si terrà in provincia di Foggia una visita a dei campi di frumento duro, promossa dall’AIGACOS (Associazione Italiana per la Gestione Agronomica e Conservativa del Suolo), coltivati adottando la tecnica del sod-seeding meglio nota come semina su sodo.

L’AIGACOS è un’associazione che raggruppa al suo interno una serie di operatori agricoli che praticano ciò che si definisce l’Agricoltura Blu, ossia una serie di pratiche agronomiche che hanno come unico intento quello di ottimizzare l’uso delle risorse, riducendo il degrado del suolo(agricoltura conservativa appunto).

In pratica si tratta di un insieme di operazioni colturali che hanno l’intento di:

a) ridurre le lavorazioni al suolo attuando la semina su sodo o la minima lavorazione;

b) mantenere in modo permanente un cotico erboso per evitare l’erosione del suolo;

c) attuare ordinamenti colturali atti a favorire lo sviluppo e il mantenimento della entomofauna del suolo.

I vantaggi di una simile tecnica sono di duplice natura :

a)      vantaggi agronomici

b)      vantaggi economici

Per quel che concerne i vantaggi agronomici bisogna considerare (e numerosi studi lo dimostrano), che con il sod-seeding il terreno nell’arco di qualche anno raggiunge un suo equilibrio pedo-strutturale, favorito dalla proliferazione della flora microbica che è alla base per i processi di decomposizione della sostanza organica, determinando così anche un incremento della fertilità del suolo.

Del resto è ben nota l’opera svolta dalla flora microbica del suolo, specialmente in ambienti in cui pH troppo alti, inducono una facile insolubilizzazione degli elementi nutritivi (condizioni facilmente riscontrabili nei suoli degli ambienti meridionali).

Da un punto di vista economico invece dobbiamo considerare che con il sod-seeding, si ha un forte abbattimento dei costi di coltivazione delle colture.

Normalmente infatti, per un ettaro di terreno destinato alla produzione di frumento duro si praticano in media due-tre lavorazioni, con questa tecnica invece si attua la sola semina, con un risparmio complessivo delle spese di coltivazione pari ad almeno il 30% del totale.

Altro aspetto importante riguarda poi il controllo delle infestanti, infatti solitamente le macchine operatrici adottate per la semina su sodo sono in grado di distribuire dei diserbi con principi attivi disseccanti quali ad esempio il gliphosate, che agendo sia su piante infestanti già presenti che su semi in fase di germinazione, ne riducono la presenza già all’inizio del ciclo.

Il risultato perciò è un maggior controllo della flora infestante, che si riflette poi favorevolmente sull’abbattimento dei costi di produzione, in quanto l’agricoltore in molti casi non è costretto a intervenire con il diserbo.

Tali dati mi sono stati confermati da un noto agricoltore della provincia di Foggia che da almeno vent’anni pratica la semina su sodo e che adotta una rotazione triennale con la coltivazione di frumento duro e leguminose.

Un simile ordinamento ben si presta alla semina su sodo in quanto, le leguminose con la loro capacità di fissare l’azoto atmosferico determinano un incremento della fertilità del suolo e nel contempo favoriscono l’incremento della flora microbica presente nel suolo, a tutto vantaggio del frumento che verrà coltivato nell’anno successivo.

A riprova dell’efficacia di detto metodo di coltivazione si segnala che in molte Regioni italiane, nell’ambito dei PSR si offrono contributi alle aziende che attuano questo tipo di coltivazione e da quanto è dato sapere molte altre Regioni tra cui la Puglia sembrano intenzionate a favorirne la diffusione.

In conclusione mi sembra giusto segnalare l’importanza di tale metodo, poiché in un momento di forte crisi del settore cerealicolo, con un forte aumento dei costi di produzione, detta tecnica può contribuire ad una loro riduzione, senza in alcun modo incidere negativamente sul risultato produttivo, che al contrario sembrerebbe beneficiarne positivamente.

Fernando Antonio Di Chio


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