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Per ABIA, l’associazione bergamasca dei contoterzisti agrari, la parola d’ordine è una sola: rivedere l’impostazione generale dei piani di sviluppo rurale (PSR) consentendone l’accesso anche alle imprese agromeccaniche, in particolare per quanto riguarda le misure destinate all’innovazione nell’area della meccanica, dei trattori e delle macchine operatrici.
“In questo modo si raggiungerebbe un duplice obiettivo - dichiara il presidente di ABIA, Leonardo Bolis -: utilizzare in modo rapido ed efficiente tutte le risorse messe a disposizione dell’Unione europea, scongiurando qualsiasi rischio di restituire a Bruxelles risorse non utilizzate e, nello stesso tempo, consentire al settore primario di cambiare passo e innestare finalmente la marcia della vera competitività”. Nel panorama attuale dell’agricoltura bergamasca e lombarda sono proprio le imprese che offrono lavorazioni agricole in conto terzi ad investire più di tutte nella meccanizzazione, nonostante la crisi generale del settore primario. “Purtroppo, però – osserva Bolis - alle nostre imprese è ‘tradizionalmente’ precluso l’accesso ai Piani di sviluppo rurale. Riteniamo che sia venuto il tempo che qualcuno dia un segnale diverso. Del resto le imprese agromeccaniche non vogliono sottrarre risorse ai piccoli e medi agricoltori: questi si approvvigionano soprattutto su misure quali le indennità compensative, i miglioramenti ambientali e l’agricoltura multifunzionale, che non rientrano tra i principali campi di interesse dei contoterzisti professionisti”. L’obiettivo di ABIA sono le risorse per la meccanizzazione agraria, in particolare per le macchine più innovative. “Ad oggi – ricorda Enzo Cattaneo, direttore di ABIA – la Regione Lombardia ha assunto sul PSR impegni di spesa per poco più di 710 milioni di euro, pari a circa il 69% della programmazione totale 2007-2013. Se una frazione pur minima di questa cifra fosse stata indirizzata a sostenere i progetti di innovazione tecnologica degli imprenditori agromeccanici, la nostra agricoltura avrebbe aumentato ulteriormente il proprio tasso di efficienza a beneficio di tutti gli operatori e dell’occupazione complessiva del settore”. Per ABIA, inoltre, perfino in regioni efficienti come la Lombardia, si potrebbe migliorare il ‘drenaggio’ delle risorse comunitarie per lo Sviluppo Rurale, arrivando ad accaparrarsi anche risorse non spese da altri Paesi e automaticamente ‘disimpegnate’, secondo un meccanismo comunitario di razionalizzazione della spesa ben noto agli addetti ai lavori. “Se vogliamo davvero rilanciare il comparto agricolo e assicurare al sistema un salto di qualità, anche nell’ottica di scenari di mercato sempre più globalizzati – conclude Cattaneo – sarà indispensabile assicurare l’accesso ai fondi dei PSR anche alle imprese di meccanizzazione agricola”.
Luigi Pisoni
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