F.A.R. – Filosofia Agricola Rivoluzionaria |
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| Scritto da Orazio Ascoli |
| Martedì 14 Giugno 2011 21:29 |
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PREMESSA: i cibi “biologici” sono stati utilizzati naturalmente dall’uomo fin
dalla sua comparsa sulla terra (cioè da milioni di anni);
ACCADIMENTO: Nel XIX secolo vengono introdotti i prodotti chimici nella
pratica agricola (concimi, diserbanti, antiparassitari)
STATUS QUO: i cibi da agricoltura biologica certificata debbono essere
“bollati” (ovvero debbono riportare il bollino) e questo comporta per le relative
aziende costi e oneri burocratici non indifferenti da sostenere che
rappresentano BARRIERE ALLA VENDITA, per il potenziale acquirente
l’acquisizione di conoscenze (ricerca e riconoscimento del bollino) che
rappresentano BARRIERE ALL’ACQUISTO. Viceversa, le aziende agricole
“chimiche” sono slegate da lacci e lacciuoli, nonché da oneri economici. Ciò
determina:
• una paradossale illogicità sotto il profilo storico;
• un rapporto profondamente iniquo tra le due tipologie di aziende
• un aggravio sulla società in generale, inquinata (costi sociali) e non
rifondata di nessun tipo di danno.
RICHIESTA POLITICA da sostenere a gran voce :
• Rovesciare diametralmente i termini della veicolazione dei prodotti ai
potenziali acquirenti, pretendendo bollini e oneri (a copertura di costi di
natura sociale) per i prodotti da agricoltura chimica (contrassegnati
come prodotti non provenienti da “naturali” processi produttivi); Liberare
da bolli e oneri i prodotti da agricoltura biologica. Mantenere e
rafforzare i controlli e le sanzioni.
RISULTATI:
1. Coerenza dell’azione politica
2. Incentivo politico-economico per lo sviluppo ed il rafforzamento della
agricoltura biologica, con minore inquinamento ambientale
3. Livellamento dei prezzi al consumo tra prodotti bio e chimici, con
minore resistenza per l’acquirente ad orientarsi verso prodotti bio
4. Maggiore occupazione in campo agricolo (è noto che l’agricoltura bio
prevede maggiore intervento dell’uomo sul campo)
5. ecc.
Non ho notato in questi mesi particolari interventi in materia. Può darsi mi sia
sfuggita qualche pubblicazione o intervento o notizia (anche perché il
periodico di AIAB puntualmente non mi perviene), ma sono fiducioso in
interventi mirati pressanti da parte della nostra associazione.
Colgo l’occasione per divulgare la questione anche ad altri soggetti
interessati, affinchè ciascuno possa riflettere su queste considerazioni e se,
lo ritiene opportuno, confrontarsi e divulgare quella che con termini roboanti
ma non eccessivi potrebbe essere denominata la FILOSOFIA AGRICOLA
RIVOLUZIONARIA (F.A.R.) del 3° Millennio e che gioc ando un po’ con il
verbo fare potrebbe essere tradotto nello slogan “Il FAR del 3° Millennio ”.
Pubblichiamo un comunicato di Orazio Ascoli, imprenditore agricolo biologico, pervenutoci in redazione sulla F.A.R. – Filosofia Agricola Rivoluzionaria. PREMESSA: i cibi “biologici” sono stati utilizzati naturalmente dall’uomo fin dalla sua comparsa sulla terra (cioè da milioni di anni). ACCADIMENTO: Nel XIX secolo vengono introdotti i prodotti chimici nella pratica agricola (concimi, diserbanti, antiparassitari). STATUS QUO: i cibi da agricoltura biologica certificata debbono essere “bollati” (ovvero debbono riportare il bollino) e questo comporta per le relative aziende costi e oneri burocratici non indifferenti da sostenere che rappresentano BARRIERE ALLA VENDITA, per il potenziale acquirente l’acquisizione di conoscenze (ricerca e riconoscimento del bollino) che rappresentano BARRIERE ALL’ACQUISTO. Viceversa, le aziende agricole “chimiche” sono slegate da lacci e lacciuoli, nonché da oneri economici. Ciò determina:
RICHIESTA POLITICA da sostenere a gran voce :
RISULTATI:
Non ho notato in questi mesi particolari interventi in materia. Può darsi mi sia sfuggita qualche pubblicazione o intervento o notizia (anche perché il periodico di AIAB puntualmente non mi perviene), ma sono fiducioso in interventi mirati pressanti da parte della nostra associazione. Colgo l’occasione per divulgare la questione anche ad altri soggetti interessati, affinchè ciascuno possa riflettere su queste considerazioni e se, lo ritiene opportuno, confrontarsi e divulgare quella che con termini roboanti ma non eccessivi potrebbe essere denominata la FILOSOFIA AGRICOLA RIVOLUZIONARIA (F.A.R.) del 3° Millennio e che giocando un po’ con il verbo fare potrebbe essere tradotto nello slogan “Il FAR del 3° Millennio ”. Orazio Ascoli
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