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Arlacchi a Crotone: guerra agli allevatori che delinquono

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Scritto da Ada Cosco   
Martedì 05 Luglio 2011 17:33

 

Un’intervento deliberatorio quello di Arlacchi con il Prefetto di Crotone, alcuni giorni fa  in merito alle vacche che, soprattutto nel periodo della transumanza, invadono le piccole proprietà  nei fondi agricoli. L’allarme arriva dalla provincia crotonese dove  possidenti terrieri, chiedono aiuto.  Nell’occasione la dura posizione dell’eurodeputato del Partito Democratico per il Sud  Pino Arlacchi annuncia un’azione presso l’UE «per far intervenire d'urgenza l'Olaf, il servizio di repressione degli abusi dei fondi europei», ed una sua richiesta d'incontro al prefetto di Crotone, per chiedere conto dei comportamenti delle forze dell'ordine riguardo la questione».
E punta il dito sulle forze dell’ordine e le istituzioni ritenute assenti.
«La prepotenza di un paio di piccoli delinquenti, dice  il deputato, che fanno scorazzare il loro bestiame distruggendo diritti e cose altrui nel territorio di Cotronei  deve cessare. Così come deve cessare - aggiunge - il fatto che, da parte degli organismi preposti ad intervenire, si continuino ad ignorare le decine di petizioni, proteste e denunce di singoli cittadini e del consiglio comunale di Cotronei che si sono accumulate nel tempo».
Si tratta di oltre un centinaio di capi di bestiame - spiega l'europarlamentare - diventati intoccabili perché proprietà di mandriani violenti, pronti ad azioni violente contro i danneggiati perché certi dell'inazione delle forze dell'ordine e dell'intero concerto istituzionale. Uno degli aspetti più rivoltanti della faccenda – dice ancora Arlacchi - è costituito dal fatto che questi tre o quattro allevatori di Petilia Policastro, un comune confinante con Cotronei, ricevono contributi europei tramite l' "Agenzia per le erogazioni in agricoltura". I cittadini di Cotronei però non sono cowboys». Ma dietro tutto c’è anche un altro dubbio, bisogna accertare l’ammontare dei fondi finora percepiti dagli allevatori che delinquono, e di procedere al loro recupero.
E capire se gli allevatori che indebitamente s’impossessano del pascolo sono a posto con le quote UE, allora c’è tanto da scoprire, magari a discapito degli onesti.
Ada Cosco

pino arlacchiUn’intervento deliberatorio quello di Arlacchi con il Prefetto di Crotone, alcuni giorni fa  in merito alle vacche che, soprattutto nel periodo della transumanza, invadono le piccole proprietà  nei fondi agricoli.

L’allarme arriva dalla provincia crotonese dove possidenti terrieri, chiedono aiuto.  Nell’occasione la dura posizione dell’eurodeputato del Partito Democratico per il Sud  Pino Arlacchi annuncia un’azione presso l’UE «per far intervenire d'urgenza l'Olaf, il servizio di repressione degli abusi dei fondi europei», ed una sua richiesta d'incontro al prefetto di Crotone, per chiedere conto dei comportamenti delle forze dell'ordine riguardo la questione».

 

E punta il dito sulle forze dell’ordine e le istituzioni ritenute assenti.

«La prepotenza di un paio di piccoli delinquenti, dice  il deputato, che fanno scorazzare il loro bestiame distruggendo diritti e cose altrui nel territorio di Cotronei deve cessare. Così come deve cessare - aggiunge - il fatto che, da parte degli organismi preposti ad intervenire, si continuino ad ignorare le decine di petizioni, proteste e denunce di singoli cittadini e del consiglio comunale di Cotronei che si sono accumulate nel tempo».

Si tratta di oltre un centinaio di capi di bestiame - spiega l'europarlamentare - diventati intoccabili perché proprietà di mandriani violenti, pronti ad azioni violente contro i danneggiati perché certi dell'inazione delle forze dell'ordine e dell'intero concerto istituzionale. Uno degli aspetti più rivoltanti della faccenda – dice ancora Arlacchi - è costituito dal fatto che questi tre o quattro allevatori di Petilia Policastro, un comune confinante con Cotronei, ricevono contributi europei tramite l' "Agenzia per le erogazioni in agricoltura". I cittadini di Cotronei però non sono cowboys». Ma dietro tutto c’è anche un altro dubbio, bisogna accertare l’ammontare dei fondi finora percepiti dagli allevatori che delinquono, e di procedere al loro recupero.

E capire se gli allevatori che indebitamente s’impossessano del pascolo sono a posto con le quote UE, allora c’è tanto da scoprire, magari a discapito degli onesti.

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