Fabbisogni idrici ed evaporazione |
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| Scritto da Angela Matarrese |
| Lunedì 26 Settembre 2011 09:41 |
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I fabbisogni idrici sono definiti come la quantità di acqua (espressa in mm) che la coltura necessita dall’inizio alla fine del suo ciclo, e che equivale alla somma dei millimetri di acqua evapotraspirata durante l’intero ciclo colturale.
Per le colture irrigate, i fabbisogni irrigui sono definiti come la quantità netta di acqua richiesta da una coltura per soddisfare pienamente i suoi fabbisogni idrici specifici e, quindi, come la frazione dei fabbisogni idrici al netto degli apporti naturali (pioggia, acqua immagazzinata nel suolo e contributo della falda acquifera). Famiglia carattere
Grandezza carattere
Per evitare sottostime o sovrastime del consumo di acqua da parte delle colture, è necessaria la conoscenza della esatta quantità di acqua persa per evapotraspirazione. L’evapotraspirazione è la combinazione di due processi separati per cui l’acqua è persa da un lato attraverso la superficie del suolo per evaporazione, e dall’altro attraverso la coltura per traspirazione. Evaporazione e traspirazione si verificano simultaneamente ed è molto difficile separare questi due processi in natura, per questo ci si riferisce al processo unico di evapotraspirazione. Attraverso l'evaporazione, l'acqua passa dallo stato liquido a quello di vapore (vaporizzazione) e si allontana dalla superficie evaporante. L'energia richiesta da questo cambio di stato (domanda di calore latente di circa 2,47 MJ per kg di acqua evaporata) è fornita dalla radiazione solare diretta e, in minor misura, dalla temperatura dell’aria. La forza per rimuovere il vapore acqueo dalla superficie evaporante è la differenza tra la pressione di vapore acqueo sulla superficie evaporante e la pressione di vapore acqueo dell’atmosfera circostante. Radiazione solare, temperatura dell’aria, umidità dell’aria e velocità del vento sono parametri climatici da considerare quando si valuta il processo di evaporazione.
La traspirazione consiste nella vaporizzazione di acqua liquida contenuta nelle cellule stomatiche sulle foglie delle piante e nell’allontanamento di tale vapore verso l’atmosfera. Tale processo è più complesso dell’evaporazione poiché richiede, oltre ai fattori climatici, la conoscenza della geometria e della ruvidezza della copertura vegetale, del suo stadio fisiologico e della disponibilità di acqua nel suolo. La traspirazione, come l'evaporazione diretta, dipende dalla disponibilità di energia, dal gradiente di pressione di vapore e dal vento. Quindi radiazione solare, temperatura ed umidità dell'aria, vento, proprietà chimiche ed idrauliche del suolo, caratteristiche e pratiche colturali sono i fattori da considerare per la determinazione del tasso di traspirazione e quindi, in ultima analisi, della quantità di acqua necessaria alle piante durante l'intero ciclo colturale. Angela Maria Stella Matarrese
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