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Abbiate pietà chiudete le frontiere per darci la possibilità di vivere, gridano gli allevatori

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Scritto da Ada Cosco   
Giovedì 13 Ottobre 2011 16:39

Non sono più numerosi, quelli rimasti a rappresentare la zootecnia vera, che seppur inascoltati continuano a gridare il loro malcontento. Fino a quando avranno voce lo dichiarano i sopravvissuti a d una politica del mal governo, verso un’agricoltura non competitiva neppure all’avanguardia, e nemmeno a tutela del grande nome ITALIA a marchio non protetto del made in Italy.

E in questo frangente vogliamo parlare della commercializzazione delle carni italiane attraverso canali nostrani alquanto chiusi, frequentati invece da un’importazione sempre più aggressiva, che s’impossessa sempre di più di un mercato che sembra quasi inarrivabile, dove la differenza la fa il prezzo non certo la qualità. Ma in effetti, visto che le associazioni agricole hanno smesso di sindacare, gli allevatori cercano di aggrapparsi ai media, voce pubblica che potrebbe sensibilizzare il comparto carne e dia, a chi fa divulgazione, la possibilità di far veicolare la notizia, legittima, per aprire un varco a favore delle aziende del nostro paese. Che cosa succede dunque? Nella provincia crotonese ( Calabria), ” migliaia di vitelli chiusi nelle stalle nell’attesa di essere venduti, intanto nelle case degli italiani entrano carni estere che non hanno le stesse caratteristiche delle carni nostrane. Perché i macellai locali (furbetti) non vogliono acquistare vitelli del posto? Hanno troppo osso, la carne scura, spesso duretta”. E allora perché sono associati a quelle confederazioni che rappresentano i produttori di carne? Con tanto di logo pubblicitario affisso nel locale “carni genuine, associazione zootecnica…”Una presa in giro, e beffa al consumatore anche qui gli organi preposti dovrebbero vigilare. Lungi dal consumo italiano e l’inganno, eccome! Nel mondo agricolo tante sono le criticità, che negli ultimi lustri hanno dimostrato quanto è debole l’agricoltura italiana. E voler ribadire quanto è importante l’agricoltura nel nostro paese diventa retorica se si pensa quante volte abbiamo parlato di quanto è necessario svecchiare la burocrazia all’interno delle Regioni e garantire che i finanziamenti vadano a progetti veri in cui beneficiano tutti, soddisfa il consumo, risparmio e si parla di agricoltura innovativa.

 

 

Ada Cosco


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