Sistemi irrigui: il metodo per sommersione |
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| Scritto da Angela Matarrese |
| Mercoledì 26 Ottobre 2011 10:03 |
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Quando si parla di metodi irrigui (o sistemi di irrigazione) si intende la modalità con cui viene distribuita l’acqua nel terreno. La scelta di un metodo piuttosto che un altro dipende da tantissimi fattori: la disponibilità idrica, la morfologia e la giacitura del terreno, il clima, la fonte di approvvigionamento idrico, il tipo di coltura, il grado di meccanizzazione della coltura, etc.
Si distinguono i seguenti metodi irrigui:
Il metodo di irrigazione per sommersione prevede la permanenza sul terreno, per periodi più o meno lunghi, di uno strato di acqua di spessore variabile. In alcuni casi si prevedono sistemazioni in rettangoli più o meno grandi (rasole o aiuole) delimitati da arginelli oppure vere e proprie conche circolari in corrispondenza della chioma degli alberi. In altri casi il terreno viene suddiviso in scomparti o camere più o meno rettangolari e livellate, dipendenti o indipendenti tra di loro. L'ampiezza dei comparti varia da poche migliaia di m2 a qualche ettaro, in relazione all'inclinazione ed alla configurazione naturale del terreno, al grado di permeabilità, alla disponibilità idrica, alla ventosità. Tale sistema irriguo è adottato per le risaie ed è applicabile su terreni pianeggianti o di possibile ed economica livellazione, poco permeabili e adottando volumi irrigui stagionali piuttosto elevati. Talvolta questo metodo irriguo viene utilizzato anche per colture come barbabietola o foraggere, ricorrendo alla formazione di aiuole mentre, in passato, per gli agrumeti si ricorreva a sistemi di irrigazione a conche. I vantaggi di questo metodo irriguo sono la possibilità di dilavamento dei sali contenuti nel terreno; l’effetto riscaldante o “volano termico” (l’acqua, oltre a sopperire alle esigenze fisiologiche della pianta, la protegge dagli sbalzi di temperatura, particolarmente dannosi nella fase critica della germinazione); il suolo saturo d’acqua è mantenuto in uno stato ridotto, dove l’azoto si conserva allo stato ammoniacale: sotto tale forma si sottrae al dilavamento legandosi al terreno). Tra gli svantaggi di tale sistema, le sistemazioni del terreno piuttosto onerose; l’utilizzo solo per piante resistenti a marciumi del colletto e solo in luoghi ove vi sia elevata disponibilità di manodopera, dal momento che le sistemazioni del terreno impediscono il movimento delle macchine; modesta efficienza irrigua, per via dell’elevata superficie liquida esposta a fenomeni evaporativi e di percolazione; possibile peggioramento della struttura del suolo, in seguito a compattamento; possibili danni alla fauna utile. Angela Maria Stella Matarrese |
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