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I nubifragi degli scorsi giorni in Liguria e Toscana, e le drammatiche conseguenza che ne sono venute, portano alla luce per l’ennesima volta una problematica tanto urgente quanto ignorata.
Basta chiamare emergenze problemi che periodicamente si presentano, oggi in Liguria ieri a Soverato, Nocera ecc. e domani?
L’Italia è devastata dall’incuria e dalle speculazioni sul territorio che generano ferite assai difficili da rimarginare.
Agricoltura: sostenibile, diffusa e giustamente remunerata è la prima risposta che vogliamo dare ed è la strada che vogliamo indicare alle Istituzioni per il recupero, la tutela ed il controllo del territorio.
Purtroppo dai dati dell’ultimo censimento agricolo, emerge chiaramente lo scenario opposto. Negli ultimi 10 anni la superficie agricola utilizzata sia drasticamente diminuita, cosi come la superficie aziendale totale. E’ evidente come l’abbandono del territorio possa essere messo in relazione diretta con i fenomeni erosivi ed inarrestabili che in Italia troppo spesso hanno portato conseguenze drammatiche non solo in termini di danno materiale, ma anche in perdite di vite umane.
I canali di scolo delle strade a cui non viene fatta manutenzione, le scarpate stradali e non su cui la vegetazione viene del tutto esclusa, la scarsa cura che si presta agli argini dei fiumi e dei torrenti, il disboscamento selvaggio di interi versanti montani, sono solo pochi e semplici esempi negativi di abbandono o cattiva custodia del territorio.
Forse per gli addetti del settore (Agronomi, Forestali, Geologi, ecc) è anche fin troppo semplice capire come agire ed in che direzione andare per prevenire disastri ambientali ed umani, ma un passo importante può essere fatto verso la sensibilizzazione dell’opinione pubblica. Il cittadino informato partecipa e collabora nella gestione del territorio, evitando ad esempio, di costruire la propria casa in una zona ad alto rischio di frane; oppure curando maggiormente le piante del piccolo nucleo boschivo accanto la propria abitazione. Molto diverso è invece l’approccio verso l’abbandono dell’agricoltura. In questo caso servono interventi strutturali per rendere dignitoso il mestiere dell’agricoltore, evitando cosi che denaro e risorse, cura e manutenzione, siano convogliate su altre strade, lasciando a se stesso il territorio, che grida la sua rabbia attraverso i disastri ambientali di cui troppo spesso si sente la cronaca sui mezzi di comunicazione.
E anche in quest’ottica che diventa di fondamentale importanza il ruolo dei tecnici, la loro preparazione e la loro professionalità nell’approccio alla problematica. Le figure professionali come quelle del Dottore Agronomo e del Dottore Forestale possono e devono svolgere, oltre al ruolo tecnico, ma anche un ruolo sociale di informazione.
Passare dalla teoria alla pratica, attraverso l’azione combinata di due linee di intervento: sensibilizzazione dell’opinione pubblica e interventi istituzionali concreti per il territorio.
E' urgente un tavolo di confronto intercategoriale per avanzare proposte reali e realizzabili per la difesa e la tutela del territorio e dell'agricoltura.
AIGAF
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