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Come combattere la Tingide del Platano?

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Scritto da Vito Lopane   
Venerdì 02 Dicembre 2011 17:34

E’ dal Nord America che arriva in Italia un piccolo tingide, chiamato la Corythucha Ciliata. Quest’insetto infetta solitamente il Platano delle nostre città, ma può attaccare anche il Frassino e il Tiglio. La sua invasione provoca l’indebolimento del Platano, mettendolo a serio rischio di ulteriori infestazioni, come il “cancro colorato” e l’”antracnosi” del platano.

Gli insetti adulti si presentano con un corpo piatto, lungo 4 mm. circa, di colore bianco e hanno la particolarità di avere ali reticolate e molto estese che sono appiattite lungo il corpo.Le neanidi sono scure e senza ali.

Sono le femmine che pungono la pagina inferiore della foglia, deponendo le uova. Quest’ultime si ritrovono in piccoli gruppi, vicine alle nervature principali. Sulla foglia stessa è evidente il segno della puntura ove vi è una macchia nera che la contraddistingue, ciò avviene perché le femmine dopo aver deposto le uova, rilasciano escrementi di colore scure.

In tutti gli stadi, gli insetti si nutrono succhiando il mesofillo, utilizzando l’apparto boccale pungente. Il loro attacco avviene nella pagina inferiore e centrale della foglia. La loro espansione si denota dalla pagina superiore della foglia; la parte centrale incomincia a cambiare colore, diventa argentea per poi mutare in giallastra e a necrotizzare il tutto fino alla caduta della foglia stessa.

Quest’insetto ha la capacità di riprodursi per diversi cicli.

Gli adulti, che si sono riparati dall’inverno, attaccano la pianta a fine aprile. Le femmine, dopo pochi giorni, depongono le uova che daranno vita alle altre tre generazioni, fino ad arrivare a fine ottobre. Saranno gli adulti di quest’ultimo periodo, che si riparanoi sotto le placche corticali, dall’avversa stagione, riprenderanno poi l’insediamento con il tempo mite.

La difesa presenta reali problematiche quando si tratta di utilizzare le nebulizzatrici su piante al ridosso del territorio urbano.

Per tale ragione, si è proposta la lotta biologica, fatta durante il primo ciclo di generazione. Viene effettuata con rincoti antocoridi, neurotteri crisopidi e imenotteri parassitoidi. Ovviamente, i risultati non sono unificabili, poiché si tratta di una difesa in fase sperimentale.

L’intervento fitosanitario, che presenta risultati affidabili e che non crea problemi nelle aree abitate, è l’iniezione endoterapica, che può essere effettuata sia con le sacche (metodo CORRADI) sia con pompe a pressione controllata.

Grazie a questi ed altri sistemi oggi è possibile contrastare diversi parassiti che attaccano le nostre piante.Sono un forte sostenitore della tecnica endoterapica e ancor oggi sta dando ottimi risultati anche contro il temibile punteruolo rosso delle palme.Il nostro intervento combinato ha permesso di salvare decine di piante lungo tutto lo stivale.

Fonte: www.sos-palme.com


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