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Fotovoltaico: non ci siamo!

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FotovoltaicoIn quest’ultimo periodo, in particolare dalla settimana scorsa, il mondo di tantissime piccole-medie imprese sta vivendo momenti di grande tensione dovuti al decreto Romani.

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La fragola: un'elisir di lunga vita

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Fragola“Coltura & Cultura” è una raccolta, promossa da Bayer CropScience, che ha come primo scopo quello di far conoscere i valori e la qualità della produzione agroalimentare italiana, eseguendo un approfondimento di grande interesse che spazia dalle origini storiche sino al mercato del singolo prodot…

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Il Conaf illustra alla Camera la proposta “agrofarmacie”

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Qualche giorno fa, il Conaf (Consiglio Ordine Nazionale Dottori Agronomi e Dottori Forestali), sotto la figura del presidente Sisti  e dei consiglieri Antignati e Coretti ha illustrato alla Commissione Agricoltura il progetto “agrofarmacie”.

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Ortofrutta italiana: quale il futuro?

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Venerdì 4 marzo dalle undici alle tredici si è tenuto presso l’Aula Magna della facoltà di Agraria il seminario condotto dal dottor Guido Peviani che ha trattato un tema estremamente delicato: quello dell’ ortofrutta.

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Opportunità per Vinexpo per giovani imprenditori agricoli

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  L'OIGA, con il contributo del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, offre l'opportunità a 30 giovani titolari di imprese agricole operanti nel settore della produzione del vino e delle sostanze liquorose, di partecipare gratuitamente alla manifestazione fieristica Vinexpo 201…

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Perché arrivare a valorizzare energeticamente il lampante? Prima e meglio con le olive!

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Continua il dibattito sull’olio lampante dopo il Tavolo Tecnico sull’olivicoltura del 28 febbraio 2011. Il famoso oleologo Gianni Lezzi propone di utilizzare come biomasse direttamente le olive di qualità scadente. Il suo ragionamento è più o meno il seguente: siccome è prevedibile l’ottenimento di olio lampante attraverso una semplice perizia delle olive da parte di un dottore agronomo perché sopportare “costi energetici” per produrre olio lampante quando sarebbe possibile utilizzare come biomassa da valorizzare direttamente le olive?
La riflessione di Gianni Lezzi.
Per estrarre olio dalle olive si sopporta un costo energetico NON indifferente, basti considerare i consumi elettrici dei frantoi oleari.
Inoltre, ogni frantoio ha la necessità di gestire, onerosamente, i relativi sottoprodotti: acque reflue (di vegetazione e da lavaggio olive) e sansa vergine di oliva (costituita da polpa e nocciolino).
Quindi, è ovvio considerare nel "BILANCIO ENERGETICO COMPLESSIVO" la possibilità di utilizzare come combustibile primario quelle olive che, già dalla raccolta, all'occhio dell'esperto (frantoiano o tecnico agricolo che sia) risultino già destinate alla produzione di olio lampante.
Qualche frantoiano potrebbe non essere daccordo col mio pensiero perchè vedrebbe sottrarsi il lavoro dalle mani, ma così non è. Infatti, i frantoi potrebbero fungere da centro di raccolta, "perizia" (possibilmente supportata da rilevi analitici effettuati su campione di olive IN TEMPO REALE) e smistamento dei lotti di olive. Si giungerebbe così ad un servizio professionale all'olivicoltore, a cui associare tutta la serie di servizi di contoterzismo (svolto da imprese agromeccaniche professionali) che da anni promuovo nelle sedi in cui spesso sono chiamato ad intervenire.
(L' agromeccanico è un imprenditore che investe i propri capitali in tecnologie e offre agli agricoltori servizi rapidi ed efficienti, mettendo a disposizione quel plus di innovazione che gli deriva dalla propria vocazione all’aggiornamento continuo. I forti investimenti in macchine del contoterzista liberano l’agricoltore dalla necessità di immobilizzare capitali in tecnologie per lui difficilmente ammortizzabili in tempi ragionevoli, consentendogli di mantenere la propria elasticità colturale.)
La mia idea di "MODERNA GESTIONE DEL FRANTOIO OLEARIO" comprende la gestione continua (12 mesi l'anno) in proprio o sulla base di intese siglate con imprese agromeccaniche professionali:
- tutte le pratiche colturali: potatura, trattamenti fitosanitari, concimazione al terreno e/o fogliari, raccolta;
- gestione dei sottoprodotti: legna, cippato, foglie, etc.
- commercializzazione a diversi livelli (anche con punto vendita) di prodotti e sottoprodotti: olive da olio, oli vergini ed extravergini (anche certificati Bio e DOP), olive da mensa, legna, cippato, terriccio, foglie, pietre, acque reflue per irrigazione e fertirrigazione, etc.
Lascio a te, caro Antonio, la gestione mediatica della questione (in quanto già oggetto di una mia precedente considerazione manifestata "de visu") .
Infatti, cito una riflessione dello scorso autunno di un Ns. gradito ospite nel centro storico di Lecce, Chris Butler (esperto tecnico olivicolo_oleario di origini australiane, poi toscane e, pensiamo future Salentine): "come mai in una bella città come Lecce, frequentatissima e piena di vita, non vi è alcun segnale dell'attuale fermento apprezzabile, in questi giorni, solo negli oliveti e nei frantoi in cui stanno nascendo OLI DI ECCELLENZA frutto della professionalità di olivicoltori e frantoiani Salentini?".
Chiudo con un segnale colto da Chris ed un invito che faccio a NOI TUTTI: "RENDIAMO L'AGRICOLTURA DIVERTENTE PER GLI ADDETTI AI LAVORI (che in mancanza di soddisfazione economica possano quantomeno vantarsi di condurre una vita salubre a loro ed all'ambiente) ED ANCHE PER COLORO CHE CI VIVONO INTORNO (mi riferisco alle popolazioni che risiedono nella miriare di centri urbani Salentini)

Continua il dibattito sull’olio lampante dopo il Tavolo Tecnico sull’olivicoltura del 28 febbraio 2011. Il famoso oleologo Gianni Lezzi propone di utilizzare come biomasse direttamente le olive di qualità scadente.


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Nel Salento leccese una centrale di 137 megaWatt a Olio lampante per produrre energia

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biomasse agricoltura  Le biomasse comprendono vari materiali di origine biologica, scarti delle attività agricole riutilizzati in apposite centrali termiche per produrre energia elettrica. Si tratta generalmente di scarti dell'agricoltura, dell'allevamento e dell'industria. Trarre energia dalle biomasse consente di el…

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Probabile ritorno della diabrotica del mais

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diabrotica mais“Anche per il 2011 dobbiamo attenderci danni da diabrotica per le coltivazioni di mais sulle aree vocate. Il problema riguarderà soprattutto Lombardia, Piemonte e Veneto, ma anche Emilia-Romagna, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia”: il monito proviene dall’Osservatorio economico di UNICAA, …

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