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Latte d'asina a Bergamo

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Scritto da Luigi Pisoni   
Mercoledì 07 Aprile 2010 22:18

AsinaPresso l’azienda “La Stalletta” di Molinello di Albino, in provincia di Bergamo, è ormai entrato in piena attività il primo allevamento professionale di asine da latte della Lombardia.

Diffuso in altre aree del Paese, soprattutto in Emilia Romagna e al Sud, l’allevamento di asine finalizzato alla produzione di latte stentava a partire in Lombardia. A dare il via in modo professionale a questo nuovo comparto anche in Lombardia ci ha pensato Mario Pucci, veterinario-allevatore e referente per il settore equino presso Confagricoltura Bergamo.

 

L’azienda di Pucci ospita per ora venti soggetti, tra fattrici e puledri, e uno stallone utilizzato per la riproduzione. Ma l’obiettivo di lungo periodo prevede il quadruplicamento dell’attuale mandria, al fine di raggiungere una produzione che possa rispondere alle richieste crescenti dei consumatori locali. “Esiste una forte domanda potenziale di questa preziosa bevanda – spiega il dottor Pucci - a fronte di una capacità di offerta assai limitata. Un’asina fornisce solo uno o due litri di latte al giorno, produce solo in determinati periodi dell’anno e a condizione di operare una mungitura lenta da ripetere per più volte al giorno nel rispetto dei ritmi naturali dell’animale”.

D’altro canto il latte d’asina ha raggiunto un prezzo di mercato assai elevato, ben 15 euro al litro, il che potrebbe stimolare l’ingresso nel comparto da parte di altri produttori. “Questo tipo di allevamento presenta opportunità di guadagno interessanti – ammette Pucci – ma a fronte di una notevole cura da dedicare alle fattrici, che devono essere allevate con un’attenzione quasi personalizzata. Anche l’alimentazione deve essere del tutto naturale: le mie asine, ad esempio, sono alimentate esclusivamente con erba, fieno locale, orzo e un’integrazione di sali minerali quando necessaria”.

Tra i progetti a breve termine di Pucci c’è anche quello della creazione di un’associazione lombarda di allevatori d’asini. “Occorre aggregare un primo nucleo di allevatori – chiarisce Pucci - per creare anche nella nostra provincia una filiera produttiva caratterizzata da importanti risvolti per la salute di tutti, in particolare di neonati e bambini. Oltre che incentivare la produzione di latte, l’associazione potrebbe dedicarsi anche ad altre attività con forti valenze sociali, quali l’onoterapia e la didattica rurale”.

Una ricerca condotta dall'Istituto di scienze delle produzioni alimentari del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) ha dimostrato che la composizione del latte d’asina è simile a quella materna. Il latte d’asina, che ha un gusto assai piacevole e diverso da tutti gli altri latti, è un ottimo alimento sostitutivo per i bambini allergici al latte di vacca. Inoltre è molto nutriente perché contiene più lattosio e meno materie grasse del latte vaccino. È anche ricco di lisozima, una proteina caratterizzata da elevata proprietà antibatterica, in grado di aumentare le difese dei neonati rispetto ad alcune patologie.

Il progetto della costituenda associazione ha già ottenuto l’approvazione di Confagricoltura Bergamo, che auspica un interessamento alla questione anche da parte delle altre organizzazioni agricole provinciali. “Il tentativo di aggregazione in corso – afferma Renato Giavazzi, presidente di Confagricoltura Bergamo – è indubbiamente lodevole per le finalità sociali che si pone e potrebbe acquistare un senso anche sotto il profilo economico. Se da un lato l’azienda di Pucci sta svolgendo un ruolo di apripista dal punto di vista della gestione professionale, dall’altro nelle aziende agricole bergamasche sono già presenti complessivamente alcune centinaia di capi allevati in forma hobbistica. Si tratterebbe di operare un censimento accurato di queste realtà per capire in quali casi la semplice passione per questo quadrupede potrebbe trasformarsi in un’attività economicamente sostenibile a tutti gli effetti. Con il prezzo attuale del latte d’asina, del resto, i margini di guadagno sarebbero sicuramente apprezzabili”.

Da ricordare, infine, le preziose proprietà contro l'invecchiamento della pelle attribuite fin dall’antichità al latte d’asina. Si narra che la regina Cleopatra fosse solita fare frequenti bagni nel latte d’asina e avesse per questo a disposizione una mandria di ben 700 capi. Tuttavia, con i tempi che corrono e con il prezzo a 15 euro al litro, dovremo forse accontentarci di gustarne qualche buon bicchiere.

 

Luigi Pisoni


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