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Le serre moderne: aspetti generali

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Scritto da Mirco Romani   
Lunedì 05 Ottobre 2009 17:04

serre moderneLe ragioni principali che in passato come in epoca moderna hanno spinto orticoltori e floricoltori alla produzione in ambiente protetto risiedono nei vantaggi che questa modalità garantisce: le colture protette infatti permettono di spostare le produzioni nel tempo e nello spazio e quindi di produrre anticipatamente o completamente fuori stagione o in zone geografiche completamente diverse da quelle di origine rispetto ad una coltura non protetta. Queste tecniche sono classicamente definite come semi-forzatura e forzatura. Inoltre le protezioni garantiscono riparo parziale o totale dai danni arrecati da fenomeni meteorici non desiderati quali il vento, la grandine e le piogge eccessive o violente.


Innanzitutto è opportuno classificare le strutture atte alla protezione in due gruppi: le coperture e le serre. Le prime sono principalmente rappresentare dai piccoli tunnel. Questi apprestamenti presentano spesso strutture di sostegno in plastica e sono destinate ad accogliere la coltura solo per periodi abbastanza brevi di tempo, di solito solo per una fase dello sviluppo. Al loro interno infatti le condizioni di temperatura e umidità raggiungono facilmente livelli eccessivi; tranne in quei rari casi in cui sono previste aperture della copertura per favorire l’eventuale arieggiamento, quando necessario.



Le “serre”, secondo una definizione classica, sono quelle costruzioni di legno, ferro o altro materiale con copertura in vetro (individuate all’estero col nome di Glasshouse) dove è possibile coltivare varie tipologie di piante quando le condizioni ambientali esterne non lo permettono.


Dopo la II Guerra Mondiale con la diffusione delle materie plastiche è cominciata la costruzione anche di serre con questo tipo di coperture. Le coperture con materiale plastico hanno riscosso fin dalla loro introduzione sul mercato un grande successo poiché sono risultate notevolmente più economiche rispetto al vetro e più facile l’esecuzione dei lavori di messa in opera, tanto che spesso possono essere costruite dall’agricoltore stesso. Risulta quindi necessario rivedere alla luce di queste considerazioni la definizione classica di “ serra”. In dipendenza di condizioni climatiche differenti e disponibilità di risorse altrettanto diverse non ci sono serre con una struttura ed un design universalmente diffuse; ma queste sono spesso adattate alle esigenze e disponibilità locali. Così aree con condizioni climatiche anche molto simili presentano di frequente strutture molto differenti tra loro. Le serre più semplici sono i tunnel. Questi nonostante la loro notevole variabilità di forme e dimensioni sono costruiti essenzialmente sempre dagli stessi materiali ossia da ferro o legno per le strutture di sostegno e da film plastici per la copertura. Queste strutture sono sempre semplici dal punto di vista costruttivo e nella quasi totalità dei casi sono passive nel senso che non prevedono un controllo dei parametri climatici interni.

Una delle tipologie maggiormente diffuse in ambiante mediterraneo è quella dei tunnel con struttura ad arco metallico e copertura con film plastico. In genere i tunnel sono strutture all’interno delle quali è possibile il passaggio degli operatori e spesso anche dei mezzi meccanici e sono dotati di semplici aperture sui lati ottenute tramite arrotolamento del film di copertura o tramite soluzioni più complesse. Questo permette almeno parzialmente di evitare temperature e livelli di umidità eccessivi. I vantaggi maggiori di questa tipologia di strutture è sicuramente la loro semplicità ed economicità che le rende adatte specialmente a colture di basso reddito e in quelle situazioni dove non si disponga di grandi capitali iniziali da poter investire. Altra peculiarità è sicuramente la possibilità di smontare la struttura e muoverla su un altro appezzamento di terreno, caratteristica che in alcuni casi può rappresentare un vantaggio.


Le serre vere e proprie sono invece costruzioni fisse dotate di una componente strutturale più importante rispetto ai tunnel. Non è possibile descrivere una serra tipo in quanto ne esistono numerosissime varianti; si passa infatti da semplici costruzioni realizzate con materiali e tecniche locali a notevolmente complesse di tipo industriale, altamente meccanizzate con numerosi sistemi al loro interno. Classificare le serre diventa perciò un’operazione complessa in quanto le variabili in gioco sono molte, ma tra queste quelle che risultano più importanti sono essenzialmente tre, ossia: le caratteristiche della costruzione, il materiale di copertura e i materiali della struttura portante. I materiali più usati per le parti strutturali sono il legno, l’acciaio e l’alluminio che si è andato sempre più diffondendo negli ultimi tempi. Il tipo di materiale usato per realizzare la struttura determina ovviamente la geometria e l’altezza massima dal momento che l’uso di materiali differenti porta ad una diversa capacità di resistere ai carichi. Le serre più alte (con altezze superiori ai 5 m) in grado di resistere quindi ai grandi carichi determinati principalmente dal vento, sono state sviluppate grazie all’impiego di materiali più resistenti.

 

Mirco Romani


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